Addio al celibato: mazzate agli antifascisti

L’Osservatorio : un aggiornamento sul ferimento dei ragazzi del “ Cinema America”.
I quattro protagonisti dell’aggressione identificati dalla Digos, fanno parte delle solite “anime pie” così confidenti nelle protezioni altolocate di cui godono da festeggiare l’Addio al Celibato di uno di loro pestando dei giovani colpevoli di essere antifascisti.
Gli identificati sono tutti militanti di CasaPound e del Blocco Studentesco,tutti con sostanziosi precedenti penali per violenza.                                                                                                                                                                                       Prima di riportare l’articolo di “La Repubblica” del 19 giugno a firma di Francesco Salvatore un ultimo commento da parte dell’Osservatorio : dopo il verdetto ultimo della Corte dei Conti tutti invocano lo sgombero di Via Napoleone III, sede centrale di CasaPound,adducendo a motivazione il reiterato danno erariale. Noi non la vediamo così. Noi sosteniamo che a CasaPound,come a Forza Nuova deve essere impedita l’attività politica perché dichiaratamente fascisti,e pertanto estranei alla vita politica di un consesso democratico.                Fuorilegge subito!

Roma, raid contro ragazzi Cinema America: aggressione per “festeggiare” addio a celibato
A fomentare il pestaggio contro le vittime, colpevoli di indossare una maglietta “antifascista” un parrucchiere di 38 anni. Quella sera era a Trastevere assieme a un gruppo di amici, tutti militanti di Blocco studentesco e Casapound, per fare baldoria in vista delle nozze. Per lui e altre tre persone è scattata la denuncia.
di FRANCESCO SALVATORE
19 giugno 2019

Inchiodati dalle telecamere sparse per i vicoli di Trastevere, riconosciuti in foto dai ragazzi che hanno aggredito e infine identificati dalla Digos. Sono quattro gli aggressori legati all’ultradestra capitolina e denunciati per l’attacco subito nella notte tra sabato e domenica. Ma chi sono? Militanti di Casapound e di Blocco Studentesco, l’organizzazione che fa capo alla stessa Cpi.
Il più anziano è Stefano Borgese, classe 1981. Fa il parrucchiere in zona Casalotti. Quella sera erano tutti a Trastevere per festeggiare il suo addio al celibato. Di fatto, stando a quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe lui il fomentatore dell’aggressione ai danni di David Habib e Valerio Colantoni, uno il naso rotto e l’altro un taglio sul sopracciglio con una bottiglia.Poi c’è Marco Ciurleo, 23 anni, con precedenti di polizia per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, e resistenza a pubblico ufficiale: è un militante di Blocco Studentesco e l’autore della testata ai danni di David Habib, “colpevole” di avere indosso la maglietta del Cinema America e di “mostrarsi antifascista”.

il momento in cui Matteo Vargiu colpisce “a freddo” il volto di uno dei ragazzi con la bottiglia

Poi un suo coetaneo, Matteo Vargiu, anche lui classe 1996. Nel suo casellario giudiziario conta numerosi precedenti. Già sottoposto a Daspo avrebbe colpito con una bottigliata Valerio Colantoni. L’altro 23enne, e militante di Casapound è Alex Muratori : a suo carico si contano precedenti per lesioni e violenza privata.
L’indagine è stata complessa e serrata. Dopo l’acquisizione delle immagini delle telecamere di Trastevere si è passata alla fase numero due dell’indagine. Gli agenti della Digos hanno preso in mano l’indagine – proprio perché specializzati nell’ambito dei reati compiuti dagli dall’estremismo di destra – e hanno scandagliato i volti immortalati dalle telecamere di videosorveglianza che, però, non erano riconducibili a soggetti noti. È allora che si è iniziato a cercare, in maniera certosina, tra tutti i personaggi del sottobosco dei gruppi di destra capitolini. Grazie anche alla collaborazione fornita dai ragazzi del Cinema America, che sono andati più volte in questura per fornire indicazioni.

Poi ieri sono scattate le perquisizioni, delegate alla stessa Digos, all’interno delle case dei quattro aggressori che hanno consentito di trovare gli indumenti utilizzati durante l’agguato e una serie di segni distintivi, emblematici dell’appartenenza dei soggetti agli ambienti della destra di Blocco Studentesco e Casa Pound.

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