Avanguardia Nazionale commemora Franco Anselmi

L’Osservatorio: nella commemorazione che avverrà nel pomeriggio del 6 Marzo a Roma, il vero scandalo è che la sigla organizzatrice “Comunità Politica Avanguardia” altro non è che la rinata Avanguardia Nazionale disciolta nel 1976, fatto arcinoto a chi è preposto alla Pubblica Sicurezza.                                                                                                                                                                              

La commemorazione di Anselmi avverrà in pubblico, altro fatto inaccettabile considerata la storia dei promotori e visti i precedenti, sono gli stessi infatti che in occasione del raduno al Verano,lo scorso 7 Gennaio indetto per celebrare i “caduti” Repubblichini,si sono distinti impuniti nelle intimidazioni ai danni dei giornalisti de “L’Espresso”.

Berizzi nell’articolo che riportiamo di seguito ricorda di Anselmi la partecipazione al raid di Sezze del Maggio 1976,costato la vita ad un giovane del PCI e il ferimento di un militante di Lotta Continua. Noi lo ricordiamo anche per il concorso nell’omicidio di Roberto Scialabba, come dichiarato dal collaboratore di giustizia Cristiano Fioravanti : «Mi sembra che abbiamo fatto subito fuoco. Io sono sicuro di aver colpito una delle persone verso la quale avevamo sparato uno o due colpi, e non potei spararne altri perché la pistola si inceppò. Anselmi scaricò tutto il suo caricatore ma credo che non colpi nessuno, essendo lui un pessimo tiratore…» (da “A mano armata di Giovanni Bianconi)

da repubblica di PAOLO BERIZZI IL 04 marzo 2019

Roma, Avanguardia Nazionale il 6 marzo celebrerà in pubblico il terrorista nero Franco Anselmi
Militante dei Nuclei armati rivoluzionari rimase ucciso 41 anni fa nel corso di una rapina all’armeria Centofanti. L’organizzazione promotrice è illegale, sciolta nel 1976 per ricostituzione del partito fascista

Franco Anselmi

L’appuntamento è stato annunciato con una locandina dalla Comunità politica Avanguardia, sigla sotto la quale, da tempo, è rinata Avanguardia nazionale. I camerati si ritroveranno alle 16 in via Ramazzini 107, luogo dove Anselmi cadde a terra colpito durante la rapina. Era il 6 marzo 1978. Ma vediamo chi è stato Anselmi – il “martire dei Nar” – e perchè la figura e le “gesta” del terrorista nero vengono oggi celebrate dagli avanguardisti.

 

 

Il primo grosso fatto di cronaca che vede protagonista Anselmi risale al 28 maggio 1976: ha 22 anni quando, a fianco di Sandro Saccucci, è impegnato nel raid di Sezze Romano, in provincia di Latina, in cui morirà colpito da due pallottole il giovane comunista Luigi Di Rosa. Anselmi diventa una figura rilevante nell’ambiente del terrorismo nero.

Quando il 18 marzo dello stesso anno, a Milano, in via Mancinelli, un commando fascista uccide Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci (noti come Fausto e Iaio), a rivendicare il duplice delitto è l'”Esercito nazionale rivoluzionario-Brigata Combattente Franco Anselmi”. E’ una delle sigle dell’arcipelago dei Nar che praticano  l’anticomunismo armato. Da quel gruppo erano venuti gli assassini, da Roma a Milano, per “colpire nel mucchio”.

Adesso, nel 41esimo anniversario della sua morte, Anselmi è celebrato dai camerati che hanno resuscitato Avanguardia nazionale. L’organizzazione fu sciolta nel 1976 per ricostituzione del partito fascista: per lo Stato italiano è dunque fuori legge. Ma tant’è, da tempo ha ripreso a organizzare eventi e ritrovi, dal centro al nord Italia.

Ora Avanguardia celebra pubblicamente un terrorista ucciso in una rapina. Per strada. “Come è possibile che le autorità – prefetto, questore – permettano un’evento simile?”, chiede l’Osservatorio sulle nuove destre. Il caso ricorda un’altra vicenda simile: ambientata al cimitero Maggiore di Milano a maggio 2017. Fu un sedicente prete, don Orlando Amendola, detto il “cappellano dei camerati” , a ricordare con una cerimonia il quarantennale della morte di Salvatore Umberto Vivirito, ex militante neofascista di Avanguardia Nazionale, morto il 21 maggio 1977, a soli 22 anni, a seguito di una ferita da arma da fuoco rimediata nel corso di una rapina, due giorni prima, a una gioielleria di piazza Udine, a Milano.

 

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