Chi Siamo

Perché un Osservatorio sul Fascismo a Roma ?

perché a 40 anni dall’assassinio per mano fascista del compagno Walter Rossi, il fascismo è più che mai vegeto e impunito e non ci viene in mente miglior modo per ricordare la ricorrenza della sua morte se non facendosi carico di un impegno antifascista permanente da costruire e alimentare con le nuove generazioni di compagni

perché non vogliamo che le strade di Roma siano percorse da cortei inneggianti al fascismo con il tiepido contrasto degli organi di Polizia preposti alla repressione dei reati di apologia del fascismo. Roma, sede fisica delle istituzioni democratiche deputate al governo del paese non può trasformarsi nel palcoscenico dove spacciatori e pluripregiudicati sfilano impuniti ergendosi a difensori degli interessi dei cittadini.

perché è in corso in Italia, e Roma non ne è esente, un processo di trasformazione della destra storica, da erede dei Repubblichini e dei picchiatori anni ’70, ripetutamente sconfitti dalla storia e pertanto patetici e perdenti,in una destra dinamica,spudoratamente nazi-fascista, corroborata da legami internazionali che la rendono accattivante perché ricca e vincente nel contesto della crisi economica attuale.

perché a differenza di altre grandi città italiane, a Roma non esiste uno strumento democratico che monitori le attività della destra fascista e che ne denunci gli aspetti violenti e anticostituzionali. Perché per difendere i più deboli vittime della violenza razzista,sessista e omofoba …C’E’ BISOGNO DI ANTIFASCISMO

firmato “ COSTRUIRE L’OSSERVATORIO ROMANO …. PER RICORDARE WALTER E TUTTI I COMPAGNI UCCISI “

PER RICORDARE WALTER ROSSI E TUTTI I COMPAGNI UCCISI

Alcune riflessioni sul 40° Anniversario dell’assassinio di Walter e sulla scelta di un modo per commemorarlo che possa durare nel tempo andando oltre la ricorrenza del quarantennale; ancora riflessioni sul nuovo fascismo e sul modo di resistergli.

Senza nulla togliere ai contenuti espressi dai movimenti antagonisti ( NoTAV, NO Muir, movimenti per la Casa ecc.) impegnati perennemente nel contrastare il fascismo degli apparati repressivi dello Stato,

ci sembra auspicabile la nascita

di una piattaforma di confronto tra realtà varie e singoli compagni, incentrata al 100% su contenuti antifascisti che rispecchino il contesto attuale e che sia in grado di rinnovare il ricordo di Walter a quaranta anni dalla sua morte ,superando i limiti della semplice commemorazione.

esistono infatti

riscontri oggettivi reperibili da chiunque sui quotidiani nazionali ,che danno evidenza di un piano ben articolato di rivitalizzazione del movimento fascista – nazista su base nazionale e internazionale. Sigle politiche e informazioni dettagliate sulle loro attività sono riportate frequentemente sui quotidiani da giornalisti democratici in articoli che chiedono solamente di essere analizzati e interpretati per avere un principio di conoscenza delle nuove strategie perseguite dai “neri”.

Un esempio su tutti,la recente invasione a Milano del Campo 10,occupato all’insaputa della Questura da 2.000 fascisti provenienti da tutta Italia, inquadrati militarmente,organizzati in ranghi per singola organizzazione con in testa i dirigenti nazionali dei singoli movimenti.

Lealtà e Azione la costola nostrana degli Hammerskin europei, DO.RA i nazisti Varesini che via online hanno proposto la messa fuorilegge dell’ANPI, Casa Pound e altre organizzazioni minori sono state da sempre impegnate nell’opera di “riabilitazione morale” dei caduti della RSI e delle SS Italiane, con raduni nei cimiteri,inni e saluti romani, impegno da sempre condiviso con i reduci della RSI e gli squadristi di tempi a noi più vicini, ma questo 28 Aprile, a Milano,la commemorazione al Campo 10 ha significato, per chi da anni studia il fenomeno delle nuove destre, un momento di passaggio importante :

la nascita di un manifesto unitario di intesa nazionale tra le organizzazioni fasciste e neonaziste, (con la sola esclusione di Forza Nuova ritenuta dagli altri meno affidabile),capace di lanciare una sfida alle stesse Istituzioni Democratiche che il 25 Aprile gli avevano negato gli spazi commemorativi.

La sfida si è tradotta in prova di forza con più di 2.000 militanti schierati, convocati in via compartimentata da tutta Italia per vie strettamente gerarchiche,questo senza che la Questura avesse avuto sentore per tempo di quanto stava per accadere.

Una prepotente strategia di appropriazione degli spazi culturali della memoria storica nazionale portata avanti senza più indugiare sugli aspetti folcloristici tipici dei vecchi nostalgici usciti ripetutamente sconfitti nel ’45 dalla lotta di Liberazione e negli anni ’70 dall’antifascismo militante.

Il 28 Aprile 2017,infatti, al Campo 10 due generazioni di fascisti perdenti figuravano come le grandi assenti del raduno : gli ex-combattenti reduci di Salò e i “neri” degli anni ’70; il palcoscenico è stato tutto per i “nuovi” fascisti,quelli che guardano al futuro forti dei successi dei movimenti nazisti in Ucraina,Ungheria,Grecia,Paesi Baltici e Francia,e che su questi successi guadagnano consensi nelle periferie,nelle scuole,negli stadi.

chi sono

Lealtà e Azione a Milano e nel Nord Italia ,Casa Pound a Roma e Centro-Sud vantano entrambe solidi legame con le organizzazioni criminali , la prima organica alla ndrangheta vive dei proventi del traffico di stupefacenti,la seconda a Roma condivide interessi economici illeciti con le grandi famiglie rom a capo del racket delle estorsioni e del riciclaggio di denaro sporco.

Attività illegali svolte all’ombra dell’impegno profuso dai propri militanti nell’indirizzare il disagio sociale verso contenuti razzisti e autoritari veicolati attraverso le decine di diversificazioni culturali,sportive,ricreative fondate negli ultimi 10-15 anni.

In prima linea nelle mobilitazioni in difesa della sovranità nazionale al grido di “prima gli Italiani” si reclutano tra i settori sociali e le leve generazionali maggiormente vittime della crisi e pertanto più facilmente convertibili alla facile demagogia.

ma c’è di più

E’ acclarata la presenza in prima linea di combattenti italiani appartenenti alla “legione straniera fascista” operativa in Ucraina con il battaglione Azov nell’aggressione alla Repubblica del Donbass. In Ucraina decine di militanti Italiani sono stati e sono tutt’ora addestrati all guerra moderna ed altrettanti hanno completato la loro formazione militare nei campi di solidarietà organizzati da Casa Pound in Birmania. Un patrimonio di esperienza eversiva pronto a rientrare e a riversare nelle nostre piazze la propria esperienza militare.

L’Antifascismo oggi

Tutto questo per dire che l’antifascismo è oggi più attuale che mai. Queste poche considerazioni per denunciare un divenire inquietante che potrebbe in futuro stravolgere l’orizzonte democratico.

Il contesto economico critico, il panorama politico nazionale che mostra una sinistra disgregata alle prese con la trasformazione del PD in partito di Centro,i fattori internazionali destabilizzati dal duo Trump-Putin ,insieme,agiscono da fattore accelerante del radicalizzarsi della crisi,dove per certo i fascisti sapranno ben ritagliarsi uno spazio importante.

Se questo è vero,quale miglior modo per ricordare nell’oggi Walter, del farsi promotori di istanze di aggregazione finalizzate allo studio dell’escalation fascista e del suo contenimento a livello culturale,giuridico e politico. Walter fu ucciso nell’adempimento della sua militanza antifascista, in un mondo in cui in migliaia,in contesti politici e sociali diversi,si praticava l’antifascismo militante,impedendo alle carogne nere di avere visibilità politica. Oggi,a condizioni mutate e perchè no a parti invertite,l’impossibilità di emarginare i fascisti non ci deve far rinunciare dall’intraprendere comunque una lotta di opposizione nei loro confronti.

In altre città del Centro-Nord esistono e lavorano da anni osservatori democratici di studio e denuncia delle attività delle nuove destre. Sempre al Nord un anno e mezzo è partita una petizione online che tra Lombardia e Veneto ha raccolto circa 50-60.000 firme via change.org per la messa fuorilegge delle organizzazioni neofasciste e naziste. A prescindere dal risultato numerico per alcuni esiguo per altri consolante e dall’utilizzo che di dette firme si farà,stupisce che a Roma niente si sia mosso e si muova in questo senso.

Malgrado la preoccupazione e la voglia di fare qualcosa, nessun partito,nessuna istituzione,nessuna associazione di peso nazionale,fatta eccezione per l’ANPI ha intrapreso iniziative significative per contenere questa deriva.E’ opportuno perciò riaprire una discussione che metta a fuoco il problema dei nuovi fascismi senza il timore di agire su tematiche obsolete e meno importanti di quelle che quotidianamente la crisi economica e la globalizzazione impongono.

E’ circolata tra i compagni una proposta che sembrava incline a sostenere la creazione di un osservatorio antifascista per Roma e per il Lazio, un progetto unitario, aperto perciò a collettivi,associazioni,assemblee,partiti,organizzazioni sindacali,giuristi e singoli individui, che studi e agisca a livello di denuncia verso le istituzioni; un primo passo per giungere in caso di successo alla fase successiva, quello della raccolta di firme finalizzata alla messa fuorilegge delle organizzazioni fasciste e naziste.