Cosa fare se la polizia non difende i ragazzi dai fascisti

L’Osservatorio: riprendiamo dal giornale online “Lettera 43” uno scritto di Peppino Caldarola,politico di sinistra, parlamentare dei DS e dell’Ulivo, con alle spalle una lunga carriera di giornalista da Rinascita all’Unità fino a Lettera43 dove ha annunciato nel 2018 l’abbandono della politica in generale. Una premessa biografica per porre l’attenzione sul grido di allarme che non proviene dall’ultimo degli esagitati ma da un politico che nella sua attività all’interno delle istituzioni repubblicane è stato membro per alcuni anni del Comitato parlamentare di Controllo sui servizi segreti.                                                                                                                                                        Proposta condivisibile la sua? Sì? N0? Purché se ne parli.

Cosa fare se la polizia non difende i ragazzi dai fascisti                                                                                                                     Se le piazze italiane diventano territorio di caccia degli squadristi, come nel caso del cinema America, si comincino ad organizzare da sinistra gruppi di autodifesa.

Peppino Caldarola Twitter
17 Giugno 2019 09.53

Quattro ventenni sono stati pestati a sangue a Roma davanti al cinema America, che i ragazzi di sinistra difendono, da una squadraccia di fascisti. Le immagini dei loro volti, riportate dai giornali online, e anche dai giornali di carta, sono impressionanti. Li hanno massacrati. È successo altre volte ad altri ragazzi, a Roma e in diverse città italiane. La polizia sta a guardare. Il capo della polizia gira sempre la testa da un’altra parte, come non era mai accaduto negli apparati di forza dello Stato. I nostri ragazzi sono in pericolo.

 

IN QUESTO MOMENTO LE ISTITUZIONI NON ESISTONO
Io non criminalizzo la gente di destra. Ho molti amici di destra e sono tutti non violenti. Con loro discuto, mi confronto, collaboro. Sta crescendo, invece, uno squadrismo all’ombra del ministro di polizia che comincia a fare paura. Non sostengo che sia animato, questo squadrismo, dal ministro di polizia ma spesso è lui che incita la folla a malmenare giovani indifesi, sono le sue parole di odio che danno ruolo agli squadristi. Purtroppo, in questa Italia, non c’è una strada istituzionale per fermare questo massacro. Le istituzioni non esistono più. Bisogna riprendere in mano il nostro destino.

Benedetto Petrone,ucciso a Bari dai fascisti il 28.11.1977

SERVE ORGANIZZARE GRUPPI DI DIFENSORI CIVICI
La domanda che faccio alla sinistra, e al Pd in particolare, è come mai sia così difficile mettere in campo un gruppo folto, città per città, di difensori civici che siano in grado di intervenire e di difendere i nostri ragazzi. A Roma servirebbero 200 persone. Cerco la violenza? No, voglio dire più semplicemente che la violenza conosce solo il linguaggio della forza. A Bari siamo stati a un certo punto nella nostra storia giovanile abbastanza severi con un gruppo di fascisti che martoriava i nostri ragazzi. Dopo aver spiegato loro, in modo un po’ rude, come ci si comporta, i pestaggi sono finiti e molto squadristi, alcuni dei quali con le stampelle, si sono scoperti improvvisamente democratici. La stessa destra si è liberata di loro e ha iniziato a fare politica. Non ci sarebbe stato Pinuccio Tatarella, “ministro dell’armonia”, se non avessimo, soprattutto dopo l’omicidio di Benedetto Petrone, contato sulle nostre forze per liberare la città dai violenti. Così va fatto oggi.

NON È ACCETTABILE LA VIOLENZA SQUADRISTA                                                                                                             Il capo della polizia ritiene che sia normale che nelle principali piazze italiane in cui passano il loro tempo ragazzi, spesso ragazzini, di sinistra, possano diventare territorio di caccia degli squadristi? Allora ci deve essere qualcuno che interviene, che separa o che picchia come un fabbro. La gente di destra deve poter andare dappertutto, ma se fra di loro ci sono picchiatori questi devono essere allontanati. Non è accettabile vedere le facce gonfie dei ragazzi con la maglietta del cinema America. Non è accettabile in Italia. Non è accettabile in un Paese in cui la sinistra, ancorché sgangherata, viene da una storia di dignità, di schiena dritta, di rifiuto della viltà.

SERVE DIFENDERE LA DEMOCRAZIA DAI FASCISTI AD OGNI COSTO
Nicola Zingaretti o chi per lui deve garantire l’agibilità politica delle piazze, dei luoghi in cui i nostri ragazzi si incontrano e devono anche essere duri con i nostri se diventassero loro quelli aggressivi. Stiamo parlando di autodifesa non di scontri fra bande. Quelli di destra che imperversano, che picchiano senza ragione, che vogliono affermare un primato nelle piazze d’Italia devono sapere che si possono fare molto, molto male. Devono tornare a casa rasentando i muri.

Questa volta, cari salviniani, se toccate i nostri ragazzi altro che il rosario vi servirà avere tra le mani
Mi piacerebbe se queste decisioni le prendesse un questore, un prefetto, un capo o un vice-capo della polizia ma oggi la democrazia non ha difensori nello Stato e quindi deve ricorrere a chi la democrazia la vuole difendere ad ogni costo, costi quel che costi. Altro che diritto alla legittima difesa di Matteo Salvini consegnato a orologiai e tabaccai. Questa volta, cari salviniani, se toccate i nostri ragazzi altro che il rosario vi servirà avere tra le mani. Promesso.

I SALVINIANI DEVONO CAPIRE CHE NON HANNO MANO LIBERA
Non ho l’età, ma so come si organizza un’autodifesa. Negli anni che precedettero l’avvento del fascismo gli Arditi del popolo nacquero troppo tardi e furono eroica ma non sufficiente difesa delle casematte e delle persone della sinistra. Non deve ripetersi. Purtroppo è un brutto momento per la Repubblica quando ci si accorge che non si può far affidamento sulle forze dell’ordine. È peggio avere al Viminale una guida che non ha la schiena dritta, che sentire il tintinnio di sciabole, come accadde negli anni Sessanta.

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