Cosa succede in Francia ? seconda puntata

L’Osservatorio : diamo spazio all’inchiesta pubblicata sul sito Antifa francese ” La Horde” che indica nel gruppo degli “Zuaves”  l’autore della recente aggressione a militanti della sinistra e denuncia i loro tentativi di infiltrare il movimento dei Gilet Jaunes. Oltre al costituire un valido esempio di “controinformazione” ,l’articolo de “La Horde” illustra  fatti e protagonisti offrendoci un quadro che non sottovaluta  il pericolo fascista e invita i Gilet  Gialli antifascisti alla vigilanza militante.

Gilet Jaunes: quando i nazionalisti fanno gli “Zuavi” (*) …

Dopo l’aggressione ai militanti del NPA (Nouveau Parti Anticapitalist ) di sabato 29 gennaio alla manifestazione di Parigi costata 6 feriti tra i compagni, i Gilet Jaunes antifascisti hanno ricambiato la cortesia agli “Zuavi” che ne erano stai responsabili.

Ma ecco alcune informazioni sulle sue origini del gruppo e sugli individui che lo compongono.

Il 10 gennaio 2019, giovani attivisti di destra, per la maggior parte appartenenti al gruppo chiamato “Zouaves Paris” ( Zuavi Parigi), vengono processati per atti di violenza, evidenziando nel processo come questo gruppo teorizzi solo la violenza di strada senza avere alle spalle un minimo discorso politico. Gli Zuavi,gli stessi che sabato 26 gennaio 2019 hanno attaccato gli attivisti dell’NPA.

Gli Zuavi in azione contro i militanti del NPA sabato 26 gennaio

La genesi del gruppo e sulla sua composizione,dal GUD( Groupe Union Defense) agli Zuavi

2017, Parigi. Per qualche tempo, il GUD parigino è rimasto orfano dal suo leader,Logan Djian detto “il Duce”, che ha abbandonato Parigi per rimbalzare tra Lione, l’Italia (L’Osservatorio: probabilmente ospite a CasaPound dei francesi ex-GUD espatriati a Roma : Magnificat,Chatillon ecc.) e la prigione per il suo coinvolgimento nell’aggressione al suo predecessore guida del GUD, Edward Klein. Dijon ha sulle spalle già una condanna a 1 anno di prigione per le violenze commesse durante la mobilitazione di La Manif pour Tous nel 2013.

Logan Djian (A, e nel riquadro), Steven Bissuel (B) et Edouard Klein (C).

La leadership a livello nazionale del GUD in sua assenza è quindi decentrata a Lione nelle mani di Steven Bissuel  e a Parigi soffre sicuramente un serio ridimensionamento numerico e qualitativo dovuto all’età media dei partecipanti molto giovane. In mancanza di strategia politica, il gruppo cerca di caratterizzarsi per le azioni che compie, organizza volantinaggi anche nelle zone di Parigi dove il GUD ha raramente messo piede, come la metropolitana Jules Joffrin nel diciottesimo, zone inusuali per i fascistelli, abituali frequentatori degli splendidi quartieri della sponda sinistra di Parigi.

Nel mese di giugno 2017, sul modello dell’occupazione “non conformi” dei neo-fascisti italiani di Casapound, Steven Bissuel trasforma la sezione locale del GUD di Lione in Bastion Social e cerca di espandere il gruppo in altre città, ad eccezione di Parigi, perché nella capitale i prezzi degli immobili parigini sono più alti che in altre città della Francia, e poi per la poca fiducia che Bissuel ripone nei resti del GUD Paris, considerato un “braccio monco”.

Gli zuavi si espandono

Alla fine del 2017, il GUD è strutturato in bande essenzialmente impegnate nella violenza di strada, coinvolgendo quegli attivisti de L’Action Francaise o gli Indentitari che hanno voglia di battersi senza compromettere le loro organizzazioni. Tra questi spicca la figura di Marc “Hassin”  Cacqueray-Valmenier ex- Action Francaise poi confluito nel GUD Paris per divenirne il leader dopo la partenza di Logan. Era presente anche nel sud della Francia, a Marsiglia,per l’inaugurazione della nuova sede di Bastion Social.

Gli Zuavi , nelle loro uscite, si accompagnano anche ad individui che operano nel milieu dei supporter di calcio di estrema destra parigini e di altre città,in particolare ai “Mes Os”( Mie Ossa), supporter dello Stade di Reims noti per la loro appartenenza all’estrema destra e per le azioni contro i migranti.I collegamenti tra i due gruppi sono frequenti e con gli Zouaves comunicano solo attraverso la pagina Faceboook “Ouest Casual”, amministrata da membri delle “Mes Os”.

Dal mondo dei supporter gli Zuavi prendono lo stile di abbigliamento e i comportamenti tipici del mondo ultras : posare con “i trofei di guerra del nemico”, cioè gli oggetti rubati alle persone aggredite come le magliette o i cappelli ma anche i pochi striscioni rubati, che vengono sempre presentati capovolti come si usa di consueto quando un gruppo di sostenitori cattura lo striscione di una tifoseria avversaria.

Zuavi e politica

Nulli in termini politici, gli Zuavi navigano a vista tra il Bastion Social, l’Action Francaise e il Rassemblement National (ex- Front National),per quest’ultimo alcuni di loro, come Aloys Vojinovic, hanno fatto attacchinaggio a Parigi nel 2017, durante le ultime elezioni presidenziali e il SO volante durante alcuni incontri pubblici. Sono stabili anche anche i contatti con Generation Identitaire, come testimoniano le foto in cui due gruppi posano insieme, ultimo caso nel giugno 2018: in una foto in cui gli Zuavi posano davanti alla fontana di Saint-Michel a Parigi, si può identificare, nonostante la sfocatura, Aurélien Verhassel, leader di Identitaires Lille.

Zouaves tra i Gilet Jaunes

Dall’inizio del movimento, gli Zuavi indossano le loro Gilet Gialli ogni sabato per partecipare agli scontri di piazza e cercare il contatto con i militanti antifascisti, specialmente durante il III Atto, sabato 1 ° dicembre 2018, quando si raggrupparono intorno all’Arco di Trionfo.
Una presenza organizzata,quel sabato, che per le azioni svolte quel giorno porterà in seguito alcuni manifestanti presenti all’Arco di Trionfo ad unirsi agli Zuavi. In quella occasione vengono arrestati e condannati per “violenza e danneggiamento “: Marc de Cacqueray, Aloys Vojinovic, Charles Ferrand ( Bastion Social,identificato come uno dei capi del gruppo schierato il 1° dicembre),Louis David, Xavier Maire (ex GUD Strasburgo,vicino a Jean-Marie Le Pen), Vianney Gregoire (Bastion Social Lione).

Si sarebbe potuto pensare che questo episodio avrebbe segnato la fine dell’attività degli Zuavi e più in generale dell’estrema destra nei cortei dei Gilet Jaunes. Ma evidentemente, il gruppo sembra godere di una certa impunità, dal momento che il 26 gennaio 2019 ha attaccato più volte il corteo del NPA, con pietre e altri oggetti contundenti recuperati da un cantiere,lasciando poi il luogo delle violenze in tutta tranquillità prendendo la metropolitana …

Se durante l’attacco qualcuno ha preso la precauzione di mascherarsi, questo non è il caso di Marc de Cacqueray, come si può vedere nelle foto qui sotto:

Ma anche con la faccia nascosta, altri erano facilmente riconoscibili. In particolare, uno di loro che ha avuto qualche minuto di gloria sui social network, perché è stato visto sui video prendere un cavo e usarlo contro i militanti dell’NPA, come con un lazo.

Si chiama Alexandre Robert, noto come “Alexandre Natio” su Facebook, membro dei “Mes Os”, facilmente identificabile grazie al suo vestiario

Accanto agli Zuavi, abbiamo potuto vedere altri militanti nazionalisti già visti nei ranghi del Manif pour Tous, ma anche i membri del piccolo gruppo di Victor Lenta ( L’Osservatorio: un nome da ricordare), tra cui Frédéric Jamet e Sergeï Munier. ( di questo gruppo, “La Horde” ha già segnalato la partecipazione il 22 novembre al Servizio d’Ordine dei Gilet Jaunes.

Partita di ritorno

Sabato, 2 febbraio, i Gilet Jaunes antifascisti hanno messo in fuga i nostri coraggiosi nazionalisti: Aloys Vojinovic, in particolare, ha avuto alcuni contrattempi e soprattutto non ha potuto contare sui suoi camerati che quel giorno, tutti, compreso il loro leader totemico Marc de Cacqueray sono fuggiti alla vista degli antifa, come dimostrato da un video piuttosto gustoso, trasmesso per la prima volta da MetaTV e ripreso da Antifa Squad di Facebook.

Intorno a Vojinovic, troviamo Frédéric Jamet (A), Victor Lenta (B) e Sergueï Munier (C). Ringraziamo il nazionalista di YouTube che ci ha permesso di ascoltare una conversazione piuttosto divertente con i suoi amici, coraggiosi ma non spericolati …

Nel tentativo di nascondere questa farsa, Victor Lenta, forte della sua posizione all’interno del Servizio d’Ordine dei Gilet Jaunes, ha provato, purtroppo con un certo successo, a spargere la voce (ovviamente infondata) di un “attacco dei Black Block” contro Jerome Rodriguez ( membro di spicco dei Gilet Jaunes,gravemente ferito all’occhio da un proiettile di gomma in una precedente manifestazione) quando erano gli Zuavi l’obiettivo degli Antifa…                                                                                                                               Guarda caso, l’unico che sembrava sapere dei Black Block è Lenta stesso, che sembra scambiare i suoi amici di estrema destra con il Servizio d’Ordine dei Gilet Jaunes.

Victor Lenta a sx con basco da parà tra le fila del SdO dei Gilet Jaunes,a dx in mimetica nel Donbass

 

 

La presenza di Lenta tra gli Zuavi può sembrare sorprendente, ricordando la simpatia di quest’ultimi per gli Ucraini che si opponevano alla scissione del Donbass, esattamente quando per ragioni opposte Lenta e i suoi accoliti combattevano come mercenari dalla parte di Russia.

 

 

Ma pretendere di ragionare con loro di questo significherebbe parlare di politica … e sappiamo che la motivazione principale che spinge gli Zuavi rimane la violenza contro tutto quello che potrebbe appartenere ai movimenti sociali o alla sinistra radicale.

(*) gli Zuavi ( Zuaves in franc.) era il corpo di fanteria dell’esercito presente in tutti i conflitti che hanno visto coinvolta la Francia negli ultimi secoli,in primis nelle guerre coloniali.

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