Facebook nel Regno Unito bandisce gruppi di estrema destra,in Italia ?

L’Osservatorio: Questo accade in Gran Bretagna,dove la politica dei gestori locali di Facebook bandisce dal social gruppi,individui e uomini politici che fanno dell’odio e dell’incitamento alla violenza il loro credo. In Italia sappiamo per esperienza che Facebook impegna il suo tempo a tartassare pagine con contenuti antifascisti che trattano di memoria,di storia della lotta alla dittatura e della Resistenza al nazi-fascismo,lasciando liberi di agire siti dove lo spargimento di odio è sistematico, siti che già dal nome lasciano intendere le loro spregevoli finalità,uno tra tutti : “Partigiani con le mani rosso sangue sangue”.                                                                                Intanto, l’uomo politico italiano del momento usa i social per esporre donne,giovani e oppositori politici allo scherno e all’odio dei suoi sgherri. Cosa c’è che non funziona nella conduzione del social in Italia ?

da “The Guardian” un articolo di Alex Hern del 18 aprile 2019

Facebook nel Regno Unito bandisce gruppi di estrema destra tra cui BNP, EDL e Britain First

Dopo aver sottovalutato per anni i timori di dare troppo risalto agli estremisti, Facebook è giunta alla decisione di bandire permanentemente un certo numero di organizzazioni e individui legati all’estrema destra britannica,tra cui il British National Party (BNP), la English Defence League (EDL) e Britain First.
la cancellazione dal network, entrato in vigore giovedì a mezzogiorno, si applica non solo ai gruppi e alle persone specificamente citate come “organizzazioni dedite all’odio”: saranno banditi anche i post e gli altri contenuti che “esprimono lodi o sostegno” nei loo confronti, così come gli utilizzatori di Fb che coordinano il sostegno ai gruppi già banditi.

La mossa è l’ultima di una serie di “giri di vite” attuati da Facebook, a partire da febbraio quando ha messo al bando l’attivista di destra Tommy Robinson per gli stessi motivi,continuando poi a marzo quando ha invertito una politica di vecchia data che aveva consentito a “nazionalisti bianchi” e “separatisti bianchi” di postare sul network a patto che si astenessero dal promuovere” la supremazia bianca “.

                                                                                                           Altri 12 individui e account sono stati banditi da Fb: il BNP e il suo ex presidente, Nick Griffin; Britain First, il suo leader Paul Golding, e l’ex vice leader Jayda Fransen; l’EDL e Paul Ray, un membro fondatore del gruppo; Knights Templar International e l’attivista di estrema destra Jim Dowson; il Fronte Nazionale e il suo leader, Tony Martin; e l’estremista di destra Jack Renshaw, ex portavoce dell’organizzazione terroristica proscritta National Action.

In una dichiarazione, Facebook ha dichiarato: “Gli individui e le organizzazioni che diffondono odio, o attaccano o fomentano l’esclusione degli altri sulla base di chi sono, non hanno posto su Facebook. Perseguendo la nostra politica applicata a individui e organizzazioni pericolose, allontaniamo coloro che proclamano una missione finalizzata all’odio e alla violenza o sono essi stessi coinvolti in atti di odio o violenza”.
“Le persone e le organizzazioni che abbiamo bandito oggi violano questa politica e non potranno più avere una presenza su Facebook o Instagram. Anche i post e altri contenuti che esprimono lodi o sostegno a queste figure e gruppi saranno vietati. Il nostro lavoro contro l’odio organizzato è in corso e continueremo a rivalutare persone, organizzazioni, pagine, gruppi e contenuti rispetto ai nostri standard comunitari “.                La mossa di Fb è stata bene accolta dal parlamentare laburista Yvette Cooper, presidente del comitato ristretto degli affari interni, che l’ha definita “attesa da tempo”.La parlamentare ha affermato “Queste misure sono un primo passo necessario, ma dovrebbero anche essere previste normative indipendenti e sanzioni finanziarie importanti per le aziende che sono troppo lente a gestire contenuti illegali, violenti ed estremisti”.
“Tutti i “social network” devono essere responsabili del materiale che ospitano o pubblicano e assumersi le responsabilità. Sappiamo tutti le terribili conseguenze che possono esserci se è consentita la proliferazione di contenuti odiosi, violenti e illegali “.
I provvedimenti di Facebook arrivano la settimana dopo che il governo britannico ha annunciato un piano per rendere la Gran Bretagna “il posto più sicuro al mondo per andare online”. In un white paper, delineando gli intenti della la sua legislazione, il governo ha suggerito che piattaforme come Facebook debbano essere ritenute responsabili non solo per la rimozione di contenuti illegali, come la promozione del terrorismo o immagini di abusi sui minori, ma anche per la rimozione dei cosiddetti contenuti “legali ma dannosi” “, tra cui la disinformazione, il cyberbullismo e i contenuti che promuovono il suicidio e l’autolesionismo.
In una dichiarazione, il gruppo di estrema destra Knights Templar International si è detto “inorridito” dal divieto e che stava verificando le opzioni legali. “Facebook ha considerato la nostra organizzazione cristiana come pericolosa e ci ha banditi nonostante non sia mai stati accusati o dichiarati colpevoli di alcun crimine,” ha detto un portavoce. “Questa decisione di Fb avrebbe fatto arrossire persino i sovietici”.
La decisione della compagnia di bandire cinque delle più importanti organizzazioni di estrema destra della Gran Bretagna dimostra che si è allontanata molto dalla sua precedente posizione sui questi gruppi.              Già nel 2016 erano state sollevate preoccupazioni sulla portata delle attività di estrema destra sui social media. Britain First, registrato in seguito come partito politico, aveva usato una combinazione di tattiche astute e post sponsorizzati sui social network per promuovere messaggi anti-Islam a milioni di utenti, attirando una delle più grandi comunità di seguaci sui social media di qualsiasi partito politico britannico. Quando fu chiesto se questo fosse accettabile, Facebook rispose ai giornalisti che il sito “è utilizzato da partiti e sostenitori di molte convinzioni politiche per fare la campagna su argomenti che sentono appassionatamente.
“Come gli individui e tutte le altre organizzazioni su Facebook, devono rispettare la nostra comunità e gli standard pubblicitari, che stabiliscono i limiti per comportamenti e contenuti accettabili.”
Ci sono voluti altri due anni prima che Facebook bandisse Britain First dal sito.

Nel 2018, quando Facebook ha bandito l’organizzazione per la prima volta, lo fece perché Britain First aveva  ripetutamente violato la politica di pubblicazione del social senza raggiungere il livello che l’avrebbe designata come un’organizzazione pericolosa. Quel divieto arrivò pochi mesi dopo che il gruppo aveva cessato di essere un partito politico.

E comunque, secondo una fonte che ha familiarità con i principi di “moderazione” di Facebook, gli standard comunitari continueranno ad essere applicabili anche se uno degli ultimi individui proscritti assumesse in futuro un incarico politico,  il Social infatti,ha una politica chiara che obbliga i politici a seguire le stesse regole delle altre organizzazioni .
Gli ultimi divieti arrivano due mesi dopo che Facebook ha denunciato l’attivista di estrema destra Tommy Robinson – il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon – come un individuo pericoloso, cancellando i suoi account sul sito e su Instagram. Un mese dopo, YouTube ha anche preso provvedimenti, limitando drasticamente la disponibilità dei suoi video sul sito: sono stati rimossi dalla ricerca e dalle associazioni algoritmiche, i commenti sono stati disabilitati e gli utenti devono fare clic su un avviso per visualizzarli.

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