Festa nazionale di CasaPound a Grosseto – alcune riflessioni

riprendiamo dal sito Piazza Fontana 2018 un commento di Alberto Panaro                                                                 dell’ OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE

5 Settembre 2018

I GIORNI 7-8-9 SETTEMBRE A GROSSETO
SI TERRÀ LA FESTA NAZIONALE DI CASA POUND ITALIA.

ALCUNE RIFLESSIONI

Durante le giornate si svolgeranno dibattiti culturali e politici e presentazione di libri. Ci soffermiamo su alcuni di questi, perché sono particolarmente significativi.
Venerdì 7, sul tema “Potere e propaganda nell’era delle Fake News”, discuteranno Enrica Perucchietti e Francesca Totolo. Enrica Perucchietti si presenta come scrittrice, giornalista, docente. Fra i suoi numerosi testi, uno s’intitola appunto “Fake News. Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso” (Arianna 2018). C’è, dice l’autrice, un “potere invisibile che dirige le opinioni” avvalendosi dei principali mezzi di comunicazione ed esercitando attraverso di essi una “caccia alle streghe” contro chi si allontana dalla corrente. Per la Perucchietti, un esempio è stata l’elezione di Obama alla Presidenza americana: un perfetto sconosciuto portato avanti dai “poteri forti”, “che non ha mai detto la verità sulle proprie origini” (“L’altra faccia di Obama”, 2011). La Perucchetti si chiede quindi se “esiste un Governo Ombra che decide le sorti degli Usa e del mondo per la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale di stampo totalitario”, fondato su un “pensiero unico” e magari con l’introduzione di microchip sottocutanei; e ovviamente la sua domanda è retorica (“Governo globale. La storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale”. 2013). A questo scopo si crea un uomo unisex, senza identità sessuale, “il più sconcertante tentativo di manipolazione dell’essere umano mai tentato nella storia” (“Unisex. Cancellare l’identità sessuale: la nuova arma della manipolazione globale”, 2015). Vista questa sbandierata esigenza di chiarezza, è sconcertante però che la stessa Enrica Perucchetti si presenti come docente di “teoria dei complotti e antropologia esoterica” presso una fantomatica Libera Università Italiana degli Studi Esoterici di Lecce, dipartimento dell’UniMoscow Imperial Academy of Russia Saint Nicolas, collegata all’Ordo Equestris Templi Arcadia: un’istituzione presieduta da Sua Altezza Reale Principe Antonio Tiberio Dobrynia, dell’omonimo Gran Principato, che si definisce Stato sovrano ed indipendente, “pur senza territorio, per via dei vari mutamenti storici”, ma dotato di “legittime pretensioni ai troni dinastici di Moscovia, di Kiev, di Novgorod, di Bisanzio e del Regno di Sicilia”… A questo ateneo si accede senza precedenti titoli di studi e offre lauree “honoris causa”. Un bell’esempio, per la Perucchetti, di serietà culturale…

Ma sul tema delle Fake News entriamo nel vivo dell’attualità con l’altra partecipante all’incontro, Francesca Totolo, “esperta delle losche attività delle Ong nel Mediterraneo”, che si definisce “ricercatrice indipendente”, ma in realtà collaboratrice de “Il Primato Nazionale, giornale sovranista” (on-line e cartaceo) di Casa Pound . Da un anno, specie sulla sua pagina facebook (dove è presente anche con lo pseudonimo di Dama Sovranista), la Totolo si occupa esclusivamente di screditare l’operato delle ONG dedite al salvataggio in mare montando falsi scoop. L’ultimo esempio si è avuto il 21 luglio scorso, quando ha diffuso l’immagine di Josefa, la naufraga salvata dopo essere stata quarantott’ore aggrappata a un relitto, a bordo della Open Arms. L’immagine postata è accompagnata da questo testo: “Josefa con le unghie perfette laccate di rosso dopo 48 ore in mare. Quindi: 1) I trafficanti mettono lo smalto alle migranti; 2) Sulla nave di @openarmsfund ci si diletta con lo smalto, quindi le condizioni psico-fisiche di Josefa collidono con 48 ore in mare aggrappata al relitto”. Insomma, tutta la storia del naufragio era, secondo la Totolo, una fake news per suscitare la compassione dei “buonisti”. La questione, in realtà, era stata spiegata da Annalisa Camilli, giornalista di “Internazionale” che viaggiava sulla nave della Ong spagnola: “Josefa ha le unghie laccate perché nei quattro giorni di navigazione per raggiungere la Spagna le volontarie di Open Arms le hanno messo lo smalto per distrarla e farla parlare. Non aveva smalto quando è stata soccorsa. Serve dirlo?”. Ma intanto l’intervento della Totalo aveva avuto una diffusione virale. Ecco quindi un esempio clamoroso di fake news, da parte di una “ricercatrice” che va alla Festa di Casa Pound per denunciare le fake news. La Perrucchietti dichiara ancora: “Non sono una giornalista iscritta all’Albo perché per farlo dovrei sottoscrivere la Carta di Roma, il codice deontologico sull’informazione circa l’immigrazione, voluta da Soros. Sarebbe assolutamente incoerente”. L’attività di Soros come finanziatore e promotore dell’immigrazione infatti è l’altro grande tema di questo tipo di “controinformazione”. I poteri forti, dichiara la Totolo, “hanno bisogno di carnefici, come Putin, Orban, Salvini, CasaPound”. Che invece sono, evidentemente, i punti di riferimento positivi nella politica e di controverità nell’informazione di Francesca Totalo.

Un altro dibattito della Festa sarà dedicato al libro di Adriano Scianca “La nazione fatidica. Elogio politico e metafisico dell’Italia”, Altaforte Edizioni, 2018. Adriano Scianca è il direttore responsabile de “Il Primato nazionale”, su cui scrive regolarmente. Un esempio del suo pensiero: «La crescente intolleranza verso il proprio simile, verso il prossimo, il vicino, il compatriota, unita all’esaltazione acritica del diverso, di chi è più lontano, dello straniero, è una caratteristica del radical chic in servizio permanente effettivo: Strada, Saviano, Boldrini e tutti gli altri. Quelli per cui ogni scusa per attaccare gli italiani è buona, mentre gli immigrati sono sempre degli Übermensch [= superuomini] morali: più belli, più bravi, più capaci, più onesti, più lavoratori, più intelligenti. Delirio dell’autorazzismo, ninnolo ideologico della classe agiata». O ancora: «Vi diranno che non solo l’umanità, ma anche il buon senso è dalla loro. Vi diranno che la soluzione più etica, ma anche la più pragmatica, è aprire i porti. Ve lo dirà il giornalone collettivo, il tg collettivo, l’intellettuale collettivo, il twittarolo collettivo. Non credete loro. Qualsiasi soluzione, anche di sinistra, anche umanitaria, deve alla fine prevedere uno stop all’immigrazione». Queste sono le idee sull’immigrazione che uniscono tutto il fronte da Salvini a Casa Pound a Orban.
Ma torniamo al libro di Scianca presentato alla Festa. “La nazione fatidica”, ovviamente, è l’Italia, con “il mistero di un’identità che sfida il tempo”, con un destino voluto dal Fato, da cui discende l’idea di uno specifico “primato” italico. Un nazionalismo, che è la radice storica o addirittura, come dice il libro di Scianca, “metafisica”, del nostro particolare “sovranismo”, che riprende quello messo in auge dal Fascismo, che nel 1921 aveva abolito il 1 maggio “internazionalista” e aveva creato il 21 aprile come “Natale di Roma – Festa del lavoro”. Ricordiamo, fra l’altro, che “Il Primato” era stata una rivista diretta dall’allora ministro dell’Istruzione Giuseppe Bottai dal 1940 al 1943. “Primato”, scriveva nelle sue linee programmatiche, “chiama a raccolta le forze vive della cultura italiana […] lavorando nel nome e nell’interesse della Patria […] mezzo indispensabile per imporre il primato spirituale degli Italiani di Mussolini”. Quanto alla casa editrice Altoforte, di cui il libro di Scianca è il primo prodotto, questa nasce, definendosi esplicitamente “sovranista”, per “dare voce ai vasti spazi al di fuori del pensiero omologato” per “la diffusione di una cultura identitaria e non allineata”, contro “la narrazione globalista, cosmopolita, immigrazionista”. Partecipa alla presentazione del libro di Scianca, a nome della casa editrice, Andrea Antonini, vicepresidente di Casa Pound, già condannato a due anni di carcere per aver favorito la latitanza di Mario Santafede, spacciatore internazionale di droga, aiutandolo a ottenere un documento d’identità falso e arrestato nel 2008 a Barcellona dove era latitante.

E con il “sovranismo” arriviamo al terzo dibattito della Festa Nazionale di Casa Pound, “Europa, sovranità, lavoro”, su cui ci soffermiamo per segnalare il contributo di Diego Fusaro. Non è la prima volta che il “filosofo marxista” partecipa a incontri con i neofascisti. Ma ora dobbiamo segnalare che con “Il Primato italiano” di Casa Pound ha incominciato una collaborazione regolare attraverso la rubrica “La ragion populista, cioè dalla parte del popolo e non dell’élite”.
“Fusaro scrive sul Primato Nazioanale. E la sinistra rosica” annunciava la rivista nel numero del 4 maggio di quest’anno”. E spiegava: “Abbiamo [noi del Primato e Fusaro] origini differenti e visioni non sempre convergenti, ma la stessa volontà di uscire dalla gabbia del mondialismo. Superiamo gli ormai logori steccati ideologici e iniziamo a parlare del nostro comune nemico (il globalismo capitalista e livellatore) e del nostro comune referente (il popolo)”. Così, nei suoi interventi sul giornale, Diego Fusaro è passato da “La vittoria della Francia al Mondiale [di calcio]: ecco il capolavoro dei globalisti” a “Il capitalismo globale contro le identità nazionali-popolari”, da “I radical chic odiano l’Italia” a “Immigrazione: rovesciamo la narrazione dominante”.Scrive Fusaro: “Il globalitarismo (termine già usato da Marcello Veneziani) è un’ideologia totalitaria che unisce una struttura economica di destra e una sovrastruttura dei costumi di sinistra”. Il linguaggio di Fusaro, ammantato di marxismo, è oggettivamente (e a questo punto, soggettivamente) alleato a Salvini e Casa Pound. Scrive ancora Fusaro sul “Primato nazionale” del 21 giugno 2018: “Navi private che salvano i migranti, dice il pensiero unico. Navi filantropiche, rassicura la neolingua. Si tratta, invece, di un sistema programmato di deportazioni di esseri umani, di sfruttamento dei medesimi, di scavalcamenti degli Stati sovrani, e di valorizzazione capitalistica del valore a beneficio della global class dominante finanziaria, apolide, sradicata e competitivista. Diciamolo apertamente e senza ambagi: occorre essere contro le cosiddette “associazioni non governative”. Senza se e senza ma. Dietro la filantropia con cui esse dichiarano di agire (diritti umani, democrazia, salvataggi delle vite, ecc.) si nasconde il nudo interesse privato del capitale transnazionale sorosiano. Le Ong, di fatto, richiedono dal basso e dalla “società civile” le “conquiste di civiltà”, i “diritti” e i “valori” che i poliorceti del mondialismo stabiliscono dall’alto. Tali conquiste, diritti e valori sono, di conseguenza, sempre e solo quelli della global class competitivista, ideologicamente contrabbandati come universali: abbattimento delle frontiere, rovesciamento degli Stati canaglia (ossia di tutti i governi non allineati con il nuovo ordine mondiale monopolare e americano-centrico), desovranizzazione, decostruzione dei pilastri dell’eticità borghese e proletaria (famiglia, sindacati, tutele del lavoro, ecc.). Se non analizzate secondo lo schema che l’egemonia dell’aristocrazia finanziaria impone, le Ong si rivelano come un potente mezzo per aggirare e scavalcare la sovranità degli Stati e per attuare punto per punto il disegno globalista della classe dominante in cerca del definitivo affrancamento dalla regolamentazione politica degli Stati sovrani nazionali come ultimi fortilizi delle democrazie. Le Ong stanno solo astrattamente dalla parte dell’umanità: in concreto, stanno dalla parte del capitale e dei suoi agenti, di cui tutelano l’interesse”.
Abbiamo lasciato la citazione nella sua ampiezza, perché ci sembra che spieghi in maniera efficace (e insolitamente chiara, visti i ghirigori stilistici che piacciono a Fusaro) non solo il suo pensiero, ma di quello che oggi è il campo della destra.
Non per nulla al dibattito con Fusaro partecipa Simone di Stefano, segretario nazionale di Casa Pound, quello di “E’ vero, siamo fascisti. Ma del terzo millennio”.

A concludere la Festa, il 9 settembre, ci sarà invece il presidente di Casa Pound Italia, Gianluca Iannone. leader di una delle sigle ultrà della Curva Sud romanista, cantante del gruppo Zeta Zero Alfa, direttore di Radio Bandiera Nera, condannato a quattro anni di reclusione per aver picchiato un carabiniere in borghese a Predappio nel 2004 in occasione dell’anniversario della morte del Duce. Sue citazioni: “Non è vero che l’Italia è stata liberata dalla Resistenza”. “Il fascismo è stato un grande padre, severo e giusto. E responsabilizzante. Mussolini era troppo buono, ha dato una seconda chance a gente che non lo meritava. Per esempio a Badoglio, che poi lo tradì… Noi ai tempi del Duce non c’eravamo, non possiamo provarne nostalgia. Siamo fascisti perchè siamo convinti che avesse ragione lui ma siamo giovani. Nessuna nostalgia, lavoriamo al futuro”. (Intervista a Libero, 2017).

Ecco l’ammonimento della Festa Nazionale del 2018: Casa Pound lavora al futuro, insieme a Salvini e a Diego Fusaro. Sta a noi combatterli.

ALBERTO PANARO
OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE

Social:
error

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *