Il “32” : la vergogna di San Lorenzo

L’Osservatorio: del “32”ne aveva parlato diffusamente l’Espresso in un articolo di Gennaio 2019 intitolato “Svastica e malavita” ( disponibile per esteso su questo sito nelle pubblicazioni di Gennaio 2019 ) descrivendo l’ex centro sociale di San Lorenzo come il crocevia degli interessi criminali della destra estrema e del tifo ultrà della capitale. Non stupisca perciò che il “32”dopo essere stato il quartier generale della pianificata infiltrazione nel quartiere di Giuliano Castellino e di Forza Nuova,sia diventato oggi un covo di violenza fascista e razzista fuori controllo. Cosa aspetta il Municipio a sollecitare un intervento delle autorità preposte che ripristini la convivenza civile in un quartiere dalle solide tradizioni democratiche e inclusive?


Avevano pestato un giovane del Gambia in via dei Volsci: arrestati due estremisti di destra
dal Messaggero di Martedì 9 Luglio 2019

Avevano pestato e insultato un ragazzo del Gambia in via dei Volsci, lo scorso 17 giugno. E per i due aggressori è scattato l’arresto. Stamattina la Digos di Roma ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Roma, a carico di Andrea Chilelli e Ivano Vitti, rispettivamente di 45 e 50 anni, entrambi con diversi precedenti di polizia alle spalle e vicini ad ambienti dell’estrema destra romana. I due sono risultati gli autori di una brutale aggressione perpetrata ai danni di un trentenne gambiano, che ha riportato lesioni con prognosi di guarigione di trenta giorni.

Le indagini, svolte dalla Digos, con la collaborazione del commissariato «San Lorenzo», si riferiscono ai fatti accaduti nelle prime ore della mattinata del 17 giugno scorso, all’interno e fuori dallo spazio sociale in via dei Volsci 32 a San Lorenzo, quando la vittima, un cittadino del Gambia di trent’anni, dopo aver chiesto da bere è stato aggredito da Vitti e Chilelli. I due gli si sono scagliati contro, colpendolo ripetutamente con calci, pugni e oggetti contundenti, apostrofandolo con frasi discriminatorie e insulti razzisti.

Gli indagati sono stati individuati dalla Digos grazie allo studio delle immagini registrate da alcuni impianti di video-sorveglianza presenti in zona e dalle testimonianze raccolte dagli investigatori. Gli uomini della Digos sono riusciti a ricostruire minuziosamente i fatti, hanno ritrovato anche i capi di abbigliamento indossati dai due al momento dell’aggressione.

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