Il blocco dei finanziamenti statali al “Rassemblement National” equivale a una “sentenza di morte”

dal sito Mediapart
La Redazione
dell’11 luglio 2018

Il blocco dei finanziamenti statali al Rassemblement National, l’ex FN Front National, equivale a una “sentenza di morte”,dice in un’intervista Marine Le Pen .

I giudici francesi hanno infatti congelato più di 2 milioni di euro di finanziamenti pubblici al partito di estrema destra di Marine Le Pen,meglio conosciuto in passato come Front National.
I dirigenti del Rassemblement National attendevano lo scorso lunedì il pagamento della somma di 2,35 milioni di euro, equivalenti al 50% circa del finanziamento annuo dovuto,i partiti politici francesi hanno infatti diritto a contribuiti statali commisurati ai propri risultati elettorali;i giudici,però ne hanno deciso il congelamento al termine di una lunga inchiesta legata al cattivo uso dei contributi devoluti dal Parlamento Europeo al ENL-Europa delle Nazioni e della Libertà (ndr: la coalizione anti-immigranti alla quale partecipa anche la Lega di Salvini) .

“I giudici stanno comminando la pena di morte confiscando i nostri contributi pubblici senza una sentenza della Corte”,sostiene Marine Le Pen, “senza quei soldi il partito sarà morto entro Agosto”.

Sébastien Chenu, dirigente del Rassemblement National, dichiara: “non saremo nelle condizioni di pagare il personale,gli affitti e le nostre scadenze finanziarie oltre il 15 luglio”.

Il Parlamento Europeo ha accusato Marine Le Pen di aver impropriamente pagato il personale del partito in Francia con i fondi europei che andavano spesi esclusivamente per il sostegno dei parlamentari Europei .

Il partito,che recentemente ha cambiato nome in Rassemblement National,nel tentativo di distanziarsi dalla fama razzista e antisemita del Front National, ha lungamente sofferto problemi finanziari
Nel 2014 il partito ottenne un prestito da una banca Russa, dopo essersi visto rifiutato il credito da molte banche Francesi, compresa France Société Générale e l’HSBC, in riferimento a ciò ,Marine Le Pen parlò di “fatwa delle banche ” attivata per mettere a tacere il FN.

Il Parlamento Europeo sta cercando di recuperare più di 7 milioni di euro distolti ,per pagare i dipendenti del partito in Francia, da Marine e altri dirigenti del partito,incluso suo padre Jean-Marie, il fondatore del Front National.
Dieci persone sono inquisite inclusa la signora Le Pen,che ha raggiunto la seconda tornata elettorale alle elezioni presidenziali in Francia,prima di essere battuta da Emmanuel Macron, aggiudicandosi di conseguenza assieme ad altri sette candidati del FN altrettanti seggi al Parlamento Europeo.

Il Rassemblement National ha lanciato una petizione urgente per raccogliere fondi da membri e simpatizzanti.

 

 

ma non sarebbe la prima volta …

… infatti la Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo che tutela il corretto utilizzo dei fondi destinati all’attività dei gruppi parlamentari.
già nel marzo scorso si occupato del raggruppamento dei partiti di estrema destra “ENL-Europa delle Nazioni e della Libertà “,all’epoca le indagini si sono concentrate su Lega e FN ,nello specifico sull’allegra gestione dei due partiti nello spendere i fondi europei nella ricorrenza delle festività Natalizie,come riportato nell’articolo che segue :

da ET Europa Today-Redazione
il 6 marzo 2018

Secondo la stampa francese, infatti, il Carroccio e il suo alleato di ferro in Europa, il Front national di Marine Le Pen, potrebbero dover restituire 427mila euro dei fondi destinati dal Parlamento europeo al loro gruppo, l’Europa delle Nazioni e della Libertà (Enl).

Spese pazze con i soldi pubblici?

Stando al documento svelato dal sito Mediapart e dall’Afp, la commissione per il controllo dei bilanci dell’Eurocamera avrebbe messo nero su bianco una serie di irregolarità nelle spese del gruppo. Nel 2016 l’Enl avrebbe avuto 38.889 euro di spese non sufficientemente giustificate e 388.278 euro di spese in violazione delle regole. Si parla, nello specifico, di pasti da oltre 400 euro a persona e un centinaio di regali di Natale da più di 100 euro, identificati come spese “non ragionevoli”. Al gruppo Enl viene chiesto inoltre di comunicare chi fossero i destinatari di circa 230 bottiglie di champagne, sei delle quali di un valore di oltre 81 euro.

Le tappe dell’inchiesta

La commissione chiede pertanto il recupero di queste spese irregolari. Si tratta per il momento di una prima bozza, che entro il 12 marzo potrà ancora essere oggetto di modifiche. Il testo finale sarà poi trasmesso al Bureau dell’Europarlamento, di cui fanno parte il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e i suoi vice presidenti. È questo ufficio che prenderà la decisione formale della fattura da indirizzare al gruppo Enl.
La decisione potrebbe essere presa il 16 aprile o il 28 maggio, secondo una fonte parlamentare. Il recupero dei fondi non avverrebbe tramite versamenti, bensì tramite una deduzione dal prossimo budget annuale destinato al gruppo, aggiunge la fonte.

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