La sede dei fascisti di Avanguardia Nazionale è in uno stabile del Comune di Roma

L’Osservatorio : aprire L’Espresso il proprio numero del 13 gennaio con il titolo “Fasci Protetti “, quando il quartier generale di Avanguardia Nazionale  è in uno stabile del Comune a pochi passi da Cinecittà,quando Forza Nuova occupa indisturbata le proprietà dell’ATER e CasaPound impedisce alla Guardia di Finanza gli accertamenti nel palazzo occupato da anni in Via Napoleone III, ci sembrerebbe il minimo se non vivessimo nell’era Salvini-Di Maio ;  da “L’Espresso”l’articolo di Andrea Palladino dell’11 gennaio 2019

A fare impressione sono i volti dei giovani. Tre generazioni, tutte riunite sotto la bandiera della “Comunità militante Avanguardia Nazionale”. Tutti fedeli all’uomo che chiamano semplicemente “il comandante”. Stefano Delle Chiaie, il vecchio cattivo maestro ancora attivo, che non ha mai seppellito la guerra contro lo Stato. Si vedono, da almeno dieci anni, per cene commemorative nei ristoranti dei camerati. Lo chiamano “il solito posto” e chi è iniziato sa dove andare. Organizzano seminari sulla globalizzazione, il mondialismo, il mito di sangue e terra. Occasioni per ritrovarsi, per cantare i vecchi inni, per guardare in silenzio i filmati dove appare il Führer. Chiamano a raccolta i sopravvissuti della strategia della tensione. Come Mario Tuti, l’ex terrorista nero con diversi ergastoli ed oggi libero, venuto alla “comunità militante” per elogiare il ritorno alla terra nel gennaio dello scorso anno. Un lungo discorso di fronte ad una piccola platea. Trentenni, quarantenni, gente che quando Tuti sparava forse non era ancora nata.

A Roma hanno il loro quartier generale, a pochi passi da Cinecittà, nel quartiere di Torre Spaccata. Per Delle Chiaie è casa e bottega da più di un ventennio. Un locale su due piani, in via Marco Dino Rossi, al civico 37/A. Le finestre tonde come oblò, con la porta che si affaccia sul cortile interno delle case comunali, con un doppio ingresso. A pochi passi dall’appartamento romano del leader e fondatore di Avanguardia Nazionale. Quei locali all’ufficio del territorio risultano di proprietà di Roma Capitale.

Case pubbliche comunali, costruite tra gli anni ’70 e ’80 quando le giunte degli odiati comunisti Argan, Petroselli e Vetere riuscirono a smantellare le baraccopoli romane con la gigantesca opera di edilizia popolare. Oggi in mezzo a cooperative, associazioni culturali, spazi ricreativi e bar con il mito di Califano c’è la piccola enclave neofascista, che mai ha ripudiato il passato. A che titolo ha la sede lì è un mistero.

Negli uffici del Comune di Roma non riescono a ricostruire la storia di quei locali. Carte troppo vecchie, forse: «Non troviamo nulla, nessun titolo o accordo per l’occupazione di quei locali», spiegano i funzionari del Campidoglio. Quello che è certo è che oggi Avanguardia Nazionale può utilizzare quei locali comunali. E la conferma della concessione da parte del Campidoglio – arrivata più di vent’anni fa – appare in un’informativa del 1991, allegata agli atti dei processi per le stragi. In quell’anno Delle Chiaie, rientrato da poco in Italia, stava organizzando la sua struttura attraverso la neocostituita associazione Il Punto. La sede? Proprio in via Marco Dino Rossi. Da lì poi non si è mai mosso.

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