La strategia balneare di CasaPound

Il Corriere della Calabria pubblica un lungo articolo a firma Alessia Candito con il titolo “La strategia balneare di CasaPound“ interamente dedicato alla convention balneare che il gruppo fascista organizza per i suoi iscritti a fine Luglio a Scilla in Calabria.

21 luglio 2017, 16:03

REGGIO CALABRIA Casa Pound ha una nuova strategia. Balneare. Dopo le ronde anti-ambulanti ad Ostia, i fascisti del terzo millennio – così amano definirsi – si preparano a sbarcare a Scilla. Motivo? “Identitaria”, il campo estivo dell’organizzazione di estrema destra, organizzato – paradossalmente – in uno dei porti storici della costa calabrese, che nell’architettura e nelle genti mostra orgoglioso le tracce di mille dominazioni. Ma tant’è. Nonostante i risicati numeri della militanza calabra – o forse proprio per tentare di ingrossare i ranghi e popolare le mille sigle dietro cui lo stesso pugno di attivisti si muove – Casa Pound ha deciso di puntare sul Sud. E con una due giorni densa di appuntamenti. Le istituzioni locali però non sembrano saperne niente.


LO STUPORE DELLE ISTITUZIONI Chiedere in Comune è inutile. Soprattutto da quando a palazzo è al lavoro la commissione d’accesso per indagare su sospette infiltrazioni mafiose, nessuno si azzarda a dire alcunché. In ogni caso, pare che lì nessuno abbia fatto pervenire richieste di autorizzazione. Nulla sembrano sapere neanche al commissariato competente, quello di Villa San Giovanni. Anche lì nessuno ha bussato. Possibile? Certo. Tutto è stato organizzato in spazi privati. E per gli alloggi? Ognuno si organizza come meglio crede. C’è chi spera di piantare una tenda in spiaggia, chi ha prenotato per tempo in b&b in paese o nelle zone limitrofe, chi ha preferito appoggiarsi su case di privati. Di certo, fanno sapere ambienti di estrema destra «saremo tanti».

CALCIO BALILLA E GUEST STAR Speranza o realtà della galassia nera? Non è dato sapere. In ogni caso tutto è pronto e organizzato. Tra il 29 e 30 luglio – secondo il programma che da tempo circola sui social – a Scilla ci saranno conferenze, escursioni, bagni di mezzanotte, sangria e tornei di calcio (balilla, ovviamente), tutti rigorosamente neri. E per l’occasione, i fascisti del terzo millennio non hanno esitato a scomodare anche i “pezzi da novanta” dell’organizzazione. Secondo i rumors, oltre a big del movimento e qualcuno dei consiglieri comunali, fra le guest star sarebbero da attendere anche pensatori neonazisti, evoliani di ogni genere e tendenza, e un po’ di skin ed ex skin milanesi. Ma su questi ospiti vige il più stretto riserbo.

 

CANTANTI, AMBASCIATORI E SCOUT Qualcosa del programma però filtra. Per animare le serate di giovani e vecchi militanti neri, Casa Pound ha chiamato all’ordine il gruppo rap Drittarcore, crew romana nata fra le stanze del centro sociale nero dell’Esquilino. A indottrinare il popolo nero invece ci penseranno “l’ambasciatore” Sebastien Magnificat, responsabile esteri dell’organizzazione, e Gabriele Pezzano, fra le anime di Fons Perennis, costola culturale – scoutistica di Casa Pound.

 

CHI È CHI Un tempo, i fascisti del terzo millennio si agitavano (e si prendevano a cinghiate) sulle note di “Cinghiamattanza” degli ZetaZeroAlfa, il cui cantante, Gianluca Iannone, è anche leader di Casa Pound. Adesso la “casta guerriera”(sic) che affollava i concerti della band magari non ha più molta voglia di seguire alla lettera le istruzioni cantate da Iannone, che dal palco urlava «uno: mi sfilo la cinta; due: inizia la danza; tre: prendo bene la mira, quattro: cinghiamattanza». Tra i giovani adesso va il rap. Ed ecco i Drittarcore. Attiva da alcuni anni, ma solo da qualche mese in grado di sfornare il primo video la crew mette in musica tutto l’immaginario nero tessuto dalla galassia fascista, con tanto di colosseo e simboli del ventennio a far da sfondo, rifrescato da ragazzine ammiccanti e/o militanti.

I LEGIONARI DEL RAP Tra canzoni dedicate ai “camerati” arrestati, vari ed eventuali proclami contro «questo Stato che mi crede un criminale», inni alla birra e ragazzine «adepte», gli «spartani» e/o «uomini di ferro e sale» si cantano in guerra. «Siamo il miglior guerriero come Achille in Troy», assicurano. In realtà la scena rap nazionale li ridicolizza da un po’ e non risulta siano mai riusciti a suonare fuori dal circuito di feste e circoli neofascisti. A Scilla, dunque, sarà una specie di esordio. Dove, non si sa. Per prassi, i luoghi dei concerti o degli eventi vengono comunicati solo a ridosso degli eventi stessi.

L’AMBASCIATORE MISTERIOSO Lo stesso vale per le conferenze. Il luogo c’è già, si tratta di una sala messa a disposizione da uno degli hotel del paese. E a Scilla non è un segreto per nessuno. Ma la propaganda ufficiale dei fascisti del terzo millennio per adesso non rivela dettagli, se non il nome del principale relatore dei due incontri in programma. In un caso, si tratta di Sebastien de Boeldrieu, modestamente ribattezzatosi Sebastien Magnificat. Fuori dalla galassia nera, di lui in Italia si sa poco. Il suo nome è venuto fuori qualche mese fa in occasione dell’arresto per l’occupazione della terrazza del Campidoglio, ma con la stampa non sembra abbia mai parlato.

GLI AMICI UCRAINI Più loquace sembra essere stato Magnificat con i media esteri. Una sua lunga intervista appare sul network europeo di estrema destra “Reconquista Europe”, nato per supportare le attività del battaglione Azov in Ucraina, un piccolo esercito di volontari di tutta l’estrema destra europea che appoggia i Maidan. Da quelle parti e in loro compagnia, Magnificat sembra essere stato avvistato più volte. Nell’intervista che appare sul sito, l’ambasciatore di Casa Pound assicura «Il fascismo è la sola risposta coerente, concreta, percorribile, umana e dignitosa al disastro mortale del capitalismo ed è per questo che è stato calunniato, falsificato, criminalizzato».

LE DUE VERITÀ DI CASA POUND Per Magnificat «i tanti malpensanti che hanno accostato i fascisti ai loro peggiori nemici – islamofascisti, fasciocapitalisti, ecofascisti – sono solo dei miseri utili idioti del sistema che contribuiscono al confusionismo storico e alla sovversione del vocabolario, fra le due forme più efficaci di controllo della popolazione e dell’ingegneria sociale». Parole di fuoco che un po’ contrastano con la linea di Casa Pound, che con le sue mille strutture di fronte si occupa, tra le altre cose, persino di randagi e salvaguardia ambientale, e le attività dello stesso Magnificat. A Roma, l’ambasciatore gestisce il bistrot – non esattamente a buon mercato – Carrè Monti, collegato al fascio-chic Carrè Francais, un concept store di gastronomia francese con cucina annessa, di proprietà dell’ex militante del Gud (organizzazione paramilitare dell’estrema destra francese) Jildaz Mahé e della moglie Florence Lagarde, vicina a Marine Le Pen.

IN NOME DEL SAMURAI Il business della ristorazione non sembra però distrarre Magnificat dalle attività di proselitismo. Nell’ultimo anno, è andato in pellegrinaggio per tutto il circuito nero italiano per diffondere il verbo Dominique Venner, cristallizzato nell’opera “Un samurai d’Occidente. Il breviario dei ribelli”. Ex militante dell’Oas, l’organizzazione paramilitare clandestina dell’estrema destra francese, responsabile di massacri in Algeria, attentati dinamitardi in Francia e un tentato colpo di Stato, Venner è divenuto noto per il coreografico suicidio. Il 21 maggio del 2013 è entrato nella cattedrale francese, in quel momento piena di turisti, e si è sparato di fronte all’altare per protestare contro la «probabilità che la Francia cada nelle mani degli islamisti» e la legge sui matrimoni omosessuali, promulgata qualche giorno prima dal presidente François Hollande. Per i fascisti del terzo millennio, con Sebastien Magnificat in testa, si è trattato di «un’immolazione» e l’ex parà sarebbe un esempio.

GLI SCOUT NERI Meno aggressiva, quanto meno a prima vista, la faccia pubblica di Fons Perennis, altra associazione culturale legata alla galassia nera di Casa Pound, dalle più diverse attività. I soci si occupano di ecologia e tutela della natura e dell’ambiente, studio del Buddismo e meditazione, insegnamento della lingua e della cultura tedesca. Hanno persino un proprio gruppo scout, sul sito immortalato in innumerevoli scarpinate sui monti. Sotto sotto, però, la cultura è quella della casa (nera) madre, condita da suggestioni mistiche ed evoliane e nostalgie dell’Impero (romano). A Scilla ne parlerà Gabriele Pezzano, che dell’associazione è uno dei pochi membri conosciuti. Certo, l’argomento – “Marte, forza e virtù nel segno di Roma” – non sembra annoverabile fra quelli in grado di strappare la gente da spiaggia, lettini e ombrelloni in un afoso sabato pomeriggio di fine luglio. Ma queste non sono cose per tutti. Solo per i fascisti del nuovo millennio. O forse no.

INTERESSE INVESTIGATIVO? Conferenze e incontri – formali e informali – organizzati da Casa Pound potrebbero essere oggetto di attenzione anche da parte degli investigatori. E non solo della Digos. La galassia nera – e in particolare quella che marcia sulle ceneri delle scissioni a destra del Msi – a Reggio Calabria ha radici e rapporti antichi. È nella città calabrese dello Stretto che i maggiori clan di ‘ndrangheta hanno offerto ospitalità al terrorista nero Franco Freda, evaso da Catanzaro, dove era detenuto durante il processo per la strage di piazza Fontana. Sempre a Reggio, per lungo tempo si è fatto vedere Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale secondo i pentiti presente persino a cene elettorali organizzate dal clan De Stefano. Della medesima famiglia di ‘ndrangheta è per altro stato storico consigliori Paolo Romeo, ex missino, poi parlamentare del Psdi, ma storicamente considerato vicino ad ambienti ordinovisti e oggi in carcere perché considerato al vertice della ‘ndrangheta reggina. Semplici coincidenze storiche? Forse sì, forse no. Ma per alcuni bastano per destare preoccupazioni. Anche perché, da qualche mese, è tornato a piede libero per estinzione di pena Carmine De Stefano, il figlio del boss don Paolino maggiormente affascinato da certe nere galassie. E i vecchi amori – si ipotizza in ambienti investigativi – potrebbero essere duri a morire.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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