L’analisi del fascismo italiano a livello nazionale

intervento di Saverio Ferrari a Roma il 29 settembre 2017

Cercherò, molto brevemente, di toccare alcuni punti rispetto a ciò che sta accadendo, soprattutto negli ultimi mesi a livello nazionale. Abbiamo avuto, tra aprile e agosto, da parte del neofascismo un’accelerazione contrassegnata non solo da episodi e fatti violenti, ma anche da atti politici. C’è in questo quadro una data recente che, certo, riguarda Milano, ma che ha avuto un significato non meramente locale. E’ la data del 29 aprile scorso, quando si è determinata una mobilitazione improvvisa al Cimitero Maggiore di Milano di un migliaio di neofascisti, promossa da due organizzazioni, Casa Pound e Lealtà azione, quest’ultima una formazione che opera soprattutto nelle regioni settentrionali.
Il Campo 10 del Cimitero Maggiore è una specie di sacrario per i repubblichini. Lì non sono sepolti i ragazzi, come qualcuno ha detto, “caduti dalla parte sbagliata”, lì sono sepolti i gerarchi fucilati a Dongo. Tra loro, Alessandro Pavolini, fondatore delle Brigata Nere. In quel campo sono stati tumulati almeno quaranta militi della Decima Mas, cento delle Brigate Nere e addirittura alcune SS. Tra gli altri anche alcuni dei fucilatori dei quindici patriotitrucidati il 10 agosto 1944 in Piazzale Loreto. Ci sono pure dei neofascisti, fatto davvero scandaloso, sepolti nel dopoguerra, come l’ultimo federale di Milano Vincenzo Costa, che morì nel 1974. Qui è stato pure sepolto Ampelio Spadoni, il vice comandante della Muti, che morì nel 1971, un fascista attivo ancora negli anni Cinquanta e Sessanta.
I raduni che lì si svolgono da parte delle organizzazioni neofasciste non hanno nulla a che fare con la pietà verso i morti, ci si ritrova per esaltare le gesta di costoro quando erano in vita.
Ebbene il 29 aprile scorso si mobilitano, come dicevo, in un migliaio. La Questura dice di non aver saputo niente di questo improvviso raduno. I fascisti, con i loro dirigenti in prima fila, non solo si lanciano in una prova di forza, ma sfidano apertamente le istituzioni democratiche. Il senso è palese. E’ come se dicessero ad alta voce: “noi siamo fascisti, vogliamo essere riconosciuti come tali, vi lanciamo una sfida. Adesso che ci fate? Veniamo in questo campo, dove sono sepolti quelli a cui noi ci ispiriamo e vogliamo essere legittimamente riconosciuti come fascisti. Ci mettiamo la nostra faccia”.
A tale proposito si sono fatti, come si dice adesso, i selfiee se li sono propagandati e veicolati sui social media. La propria identità non viene più né nascosta né mimetizzata.
Per altro, ifascisti hanno marciatoin corteo disponendosi per colonne, tipico delle formazioni paramilitari, rigidamente inquadrati, con parti di tute mimetiche e ciascun gruppo con le proprie insegne sulle felpe.
Questa sfida, io credo che sia stata già, purtroppo, vinta. La magistratura milanese ha archiviato questo atto di aperta apologia, valutandola semplicemente come una commemorazione funebre.
Tra le organizzazioni che hanno promosso questa manifestazione, troviamo quella più forte nelle regioni settentrionali, Lealtà azione, una formazione recente, proveniente da una costola degli Hammerskin, che dispone di grossi finanziamenti, non paragonabili a nessuna altra organizzazione di estrema destra in tutta Italia.
Lealtà azioneha aperto numerose sedi stabilendo, almeno al Nord, una nuova gerarchia all’interno dell’arcipelago nero, ed ora sta cercando di svilupparsi tra la Liguria, il Piemonte e il Veneto, “curando” il terreno dei cimiteri, che qualcuno potrà in un qualche modo sottovalutare, ma che è un terreno importante, perché è il terreno dell’identità, della memoria a cui rifarsi e della contro-storia che si vuole affermare, che è quella della vicenda non solo della Repubblica Sociale Italiana, ma dell’intera storia del fascismo, perché, nei cimiteri del Nord non ci sono solo quelli caduti tra il ‘43 e ‘45, ci sono anche i monumenti in cui sono state raccolte le spoglie degli squadristi degli anni Venti. A Milano al Cimitero Monumentale si omaggia anche il monumento fatto erigere da Mussolini nel 1925, dove in una cripta sottostante, sono state riposte le spoglie di tredici squadristi caduti in “incidenti”, diciamo così, “sul lavoro”, tre in un assalto nel 1921 alla redazione de l’Avanti! Si recupera tutta la storia del fascismo, non semplicemente l’ultimo tragico periodo, lo si rivaluta, lo si riconosce e si cerca di trasmetterlo alle nuove generazioni, e le fotografie del 29 Aprile ci dicono purtroppo di una realtà fatta di giovani e giovanissimi. Non siamo più di fronte a chi proviene dagli anni Settanta.
Giovani e giovanissimi, ovvero una leva nuova che segna un passaggio anche del testimone. Non ci sono più ormai i reduci che rivendicano l’omaggio alla Repubblica di Salò. Questo ruoloè stato ormai assunto direttamente da queste organizzazioni, Lealtà azione e Casa Pound, che hanno stabilito un asse fra loro anche con l’idea di una proiezione politica, se non elettorale, nella primavera prossima. Vi è stato, voi lo sapete, un certo risultato nelle ultime elezioni amministrative, in particolare nel Centro Italia, dove le liste di Casa Pound hanno ottenuto un successo non previsto. Lo hanno detto e scritto in tanti, tra Lucca, dove Casa Pound è diventata la terza forza e Todi, ma anche in altri Comuni. L’unico posto dove la lista di Casa Pound ha fatto fiasco è stato a Padova, perché lì si presentava candidato sindaco un leghista che scavalcava a destra Casa Pound.
Da questo successo è nata l’idea, la possibilità e la prospettiva di un “Polo nero”, chiamiamolo così, nelle prossime elezioni politiche, con l’ambizione di poter puntare a un risultato che consenta di superare anche la soglia del 3 % e di entrare finalmente in Parlamento, uno degli obiettivi principali perseguiti in modo esplicito da Casa Pound.
Bisognerà vedere che rapporto costoro intrecceranno con l’altro partito già esistente e impiantato solidamente in Italia nelle regioni settentrionali, che è il vero partito della destra radicale, anche se non nostalgico del fascismo e del nazismo, la Lega Nord. Lì ci sono rapporti che ancora corrono e bisognerà verificare nei prossimi mesi che cosa accadrà da questo punto di vista.
Certo è che abbiamo una prospettiva di fronte a noi, in cui vengono delineate delle nuove traiettorie da parte del neofascismo e del neonazismo di cui dobbiamo prendere atto. Tutto ciò viaggia anche, ovviamente, sul piano delle violenze. Ultimamente, nel mese di Agosto, in Lombardia ci sono state due aggressioni particolari, una a Mantova e una a Crema, che non sono dovuti a incontri casuali tra fascisti e compagni, finiti male. Per la prima volta, dopo tanti anni, sono stati preparati degli agguati nei confronti di persone precise che dovevano essere colpite per il loro impegno antifascista, e si è andati a cercarli lì, dove queste persone o abitavano o lavoravano.
C’è anche un salto in avanti da cogliere rispetto al tentativo di intervento riguardante il terreno dei flussi migratori. Voi avrete seguito la vicenda di questa nave di Generazione Identitaria, la proiezione in Italia di una piccola rete nera, presente in una dozzina di paesi, che è intervenuta direttamente attraverso l’affitto di una nave con a bordo fascisti italiani, tedeschi e francesi, per ostacolare i soccorsi nel Mediterraneo. Noi questa nave, la C-Star, come Osservatorio democratico sulle nuove destre, la stiamo monitorando. Non è attraccata ancora ed è ancora in giro nel Mediterraneo e cerchiamo di dare di volta in volta la posizione di questi che cercano di boicottare il lavoro di chi opera per salvare le vite di quelli che fuggono, come voi sapete, dalla guerra o dal bisogno, da tante parti del Nord Africa. C’è un salto, quindi, anche da questo punto di vista e, per altro non è un caso che questo gruppo di Generazione Identitaria interloquisca con la Lega, che rimane, comunque, ineludibile punto di riferimento di tutte le mosse, di tutte le strategie e di tutte le tattiche del neofascismo italiano.
Ancora una cosa, il neofascismo, in questi anni, è cresciuto dandosi, sotto il profilo organizzativo, anche dei tratti e delle caratteristiche nuove rispetto al passato. Una dei tratti comuni e trasversali a tutte le principali organizzazioni è lo sviluppo del collateralismo associativo di scopo. Quello di Casa Pound è abbastanza conosciutoed è evidente che ha fatto da apripista rispetto a scelte analoghe che sono state fatte da tutte le altre organizzazioni. Lealtà azione, di cui dicevo prima, si è data a un collateralismo che è riuscito anche ad entrare in contatto con i giovani nelle scuole attraverso associazioni con obiettivi “nobili”, che vanno dagli aiuti agli animali, “I lupi danno la zampa”, ai ”Lupi delle vette ”, per chi vuole fare attività di escursionismo in montagna, parallela alla Muvra di CasaPound. Tutte associazioni che, per quel che riguarda Lealtà azione, si ispirano in particolare a una visione mitologica del lupo appunto. La stessa Lealtà azione è strutturata sull’idea del branco dei lupi. Con un capo alfa cui bisogna giurare fedeltà e piena solidarietà da parte di tutti coloro che si associano ed essere feroci come devono esserlo i lupi quando si muovono in branco.
Vi è un tentativo di sfondamento attraverso queste realtà associative, in ambienti giovanili, che rende necessario più che mai il lavoro di controinformazione. Se non si fa questo lavoro si rischia, come dire, di sottovalutare o di non cogliere i tratti nuovi di queste realtà che puntano a costruire un movimento giovanile di massa di estrema destra, l’obiettivo strategico di Casa Pound, ma anche di Lealtà azione, progetto che, in Italia, nel dopoguerra, non è mai riuscito. Questo è l’elemento di novità, il salto in avanti a cui quelli di Casa Pound puntano apertamente.
Due ultime cose, per concludere. Il contesto politico e culturale offre spazi e possibilità a questi progetti, Vi è uno smottamento nella coscienza civile, letteralmente precipitata negli ultimi mesi, basta guardare la vicenda dello Ius soli. Solo sei mesi fa la a maggioranza degli italiani era favorevole ad una legge di questo tipo, adesso quella maggioranza è andata in crisi e, forse, è diventata una minoranza. Si è determinato uno spostamento a destra di tutto l’asse politico del Paese con il palesarsi di una situazione di arretramento. In questo arretramento, la possibilità di un avanzamento delle destre, anche nei suoi scomparti peggiori.
Ultima cosa. In a questo contesto dobbiamo anche prendere atto di un altro fatto epocale, che sta permeando la vita politica, istituzionale e culturale d’Italia e, cioè, una involuzione dal punto di vista dei riferimenti e dei valori nelle stesse istituzioni.
Le istituzioni repubblicane sono sempre meno antifasciste. Io credo che stiano addirittura diventando apertamente afasciste. Le istituzioni repubblicane stanno mutando nel profondo la loro natura. Non è solo un fatto che riguardale Questure e le Prefetture, detto anche a proposito del comunicato che avete letto prima che vieta una manifestazione nella giornata di domani, divieto per il corteo indetto per commemorare il 40° dell’assassinio di Walter Rossi.Viene avanti una linea istituzionale per cui si parificano tutti quanti, per cui anche chi manifesta istigando all’odio razziale etnico e religioso viene considerato al pari degli antifascisti e dei democratici.
Vi ricordate la vicenda del 2015? Viene data nella cosiddetta Giornata del Ricordo del 10 febbraio, da parte della Presidente della Camera e dell’allora ministro dei Rapporti con il Parlamento Delrio, una medaglia ai parenti di tal Paride Mori, considerato “un infoibato”, con la motivazione di “aver difeso i sacri confini della Patria”. Qualcuno guarda bene chi era questo Paride Mori e scopre che non era un infoibato. Era morto il 18 febbraio del 1944 in uno scontro con i partigiani titini. Lui, sottufficiale del Battaglione Benito Mussolini, non solo non aveva “difeso i sacri confini della Patria”, ma aveva combattuto con i nazisti. Ne scaturisce una protesta e nell’aprile dello stesso anno viene ritirata la medaglia. Segue poiun’indagine, un’inchiesta da parte del Corriere della Sera, che va a indagare su quante sono state le medaglie assegnate dal 2004 al 2015 e si scopre che sono state un migliaio, di cui 300 a repubblichini e a criminali di guerra. La prima medaglia che viene data il 10 febbraio del 2004 è al prefetto di Zara, di cui si occupò l’appena nato governo De Gasperi, che mandò una lettera agli Alleati, lettera che è negli archivi, in cui Alcide De Gasperi spiega agli alleati, perché c’era una protesta rispetto al fatto che il prefetto di Zara era finito in mani Jugoslave, affermando che, per noi Italiani”è un criminale di guerra”. Lo dice Alcide De Gasperi: era un criminale di guerra perché aveva aiutato i tedeschi a rinchiudere ebrei, partigiani e oppositori politici,nei campi di concentramento e di sterminio nazisti.
Insomma, la prima medaglia nel Giorno del Ricordo del 2004 è a un criminale di guerra. Allora facciamoci una domanda: c’è qualche commissione che non funziona, qualcuno che non sa muoversi, che non capisce, che dà delle medaglie a caso o c’è in corso una trasformazione nella natura delle nostre istituzioni, per cui ormai vengono parificate le vittime e i carnefici, messi sullo stesso piano coloro che combattevano con i nazisti con coloro che li avversavano?
Questo è un passaggio che sta avvenendo nel profondo delle istituzioni repubblicane e, allora, nella battaglia antifascista che noi dobbiamo combattere nei prossimi mesi, nei prossimi anni, dobbiamo sapere che c’è un nodo istituzionale. A maggior ragione dobbiamo tentare di ricostruire un movimento di massa antifascista che metta insieme le diverse realtà antifasciste di questo Paese. Noi dobbiamo recuperare le energie delle realtà giovanili, che sul territorio italiano si muovono anche in modo improvvisato, commettendo magari anche degli errori, ma che è indispensabile attivare se vogliamo avere un movimento antifascista che, tra gli obiettivi, si ponga quello di restituire le istituzioni repubblicane alla loro natura originaria di istituzioni antifasciste.

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