Matteotti: un delitto affaristico

 

rapimento e omicidio                                                                                                                                                                    il pomeriggio del 10 giugno 1924,avviandosi sul Lungotevere per raggiungere Montecitorio,Matteotti viene caricato a forza su una auto risultata poi fornita da Filippo Filippini,direttore del Corriere Italiano,con a bordo Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo,percosso, Matteotti si difende strenuamente fino a quando due pugnalate inferte da Poveromo non lo uccidono.

la ricerca storica di Mauro Canali nell’intervista filmata di Paolo Grassini e Stefano Moser                            ha scritto della matrice affaristica del delitto lo storico Mauro Canali,che al termine di approfondite ricerche di archivio pubblica nel 1998 “Affarismo e Politica nel tempo del primo governo Mussolini”,che gli porta i riconoscimenti del mondo della ricerca storica ma una limitata attenzione del pubblico antifascista non essendo quest’ultimo pienamente consapevole del risorgente revisionismo storico ( è ancora del 1996 l’invito a “comprendere le regioni dei vinti” di Violante alla Camera). Paolo Grassini,antifascista è co-autore assume a Stefano Moser dell’intervista allo storico Canali prevista dal programma

Tano D’Amico : l’omicidio Matteotti nel ricordo di Sandro Vespasiani                                                                       la notte stessa del rapimento di Matteotti,Sandro Vespasiani suo amico fraterno,viene visitato nel suo studio fotografico da Amerigo Dumini,capo del commando omicida,che gli mostra come trofeo un pezzo del corpo di Matteotti avvolto in un fazzoletto insanguinato. Vespasiani confiderà il terrore di quella notte,quasi cinquant’anni dopo a Tano D’amico giovane collega e amico giunto a Roma per collaborare con le riviste dell’allora sinistra rivoluzionaria.

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