Matteotti: un delitto affaristico

PERCHÉ QUESTA INIZIATIVA DELL’OSSERVATORIO SUL FASCISMO A ROMA

Il revisionismo storico operato negli ultimi decenni ci ha restituito l’immagine di un Mussolini,dittatore sì,ma sostanzialmente uomo dalle mani pulite,un campione da contrapporre ai personaggi corrotti della Prima e Seconda Repubblica. Mussolini è invece un corrotto e assieme alla Casa Savoia è invischiato nel primo caso in Italia di tangenti pagate dalle compagnie petrolifere americane per accaparrarsi quest’ultime l’esclusiva della ricerca di giacimenti in Italia

Le Statunitensi Sinclair Oil e Standard Oil competono con le compagnie Britanniche per ottenere l’esclusiva delle trivellazioni,avvalendosi del coinvolgimento nell’affare di Casa Savoia e dei fratelli Mussolini,Benito e Arnaldo,in cerca di finanziamenti per la stampa a sostegno del neonato regime.Lo sforzo e gli “investimenti” profusi producono infatti i primi frutti se poche settimane prima dei fatti, la Sinclair Oil beneficia dell’esclusiva per la ricerca e lo sfruttamento per 50 anni di tutti i giacimenti petroliferi presenti in Emilia e in Sicilia.

in questo scenario matura il delitto che ha per vittima Giacomo Matteotti,deputato socialista,che nel Polesine sua terra natia ha già subito le peggiori violenze dello squadrismo fascista. Matteotti malgrado gli impedimenti all’espatrio,trova all’estero le prove delle tangenti pagate agli emissari dei Savoia e a De Bono & co. designati dai Mussolini a riscuotere il pizzo.A Matteotti che è sotto l’attenzione stretta degli organi repressivi del regime,non manca il coraggio,ha già denunciato alle Camere il 30 maggio 1924 l’illegalità delle votazione che in un clima di violenze inaudite ha portato il fascismo al potere, ed ora il regime teme che riveli le prove della corruzione a carico del suo capo

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