Neonazi, estremisti ceceni, ex Isis, diventati ucraini, in giro per l’Ue

dal sito “Remocontro” due articoli,il più recente
del 03 ottobre 2018 :

“Neonazi, estremisti ceceni, ex Isis,diventati ucraini, in giro per l’Ue “

Nell’Ucraina che aspira all’accesso nell’Unione europea, passa la legge che riconosce la nazionalità a chi ha combattuto in Donbass. Migliaia di estremisti dei battaglioni di volontari del Donbass o militanti del radicalismo islamico dalla Cecenia a Siria e Iraq arruolati in Ucraina potranno circolare liberamente nell’Ue

Ieri la Rada, il parlamento ucraino, ha approvato la legge che garantisce la possibilità di ottenere la nazionalità a «quegli stranieri o individui senza cittadinanza che prendono parte alla difesa dell’integrità del paese». Il 20 settembre le formazioni dell’estrema destra ucraina avevano assediato il parlamento chiedendo l’immediata approvazione della legge. In quella occasione il presidente Petro Poroshenko aveva respinto la proposta, denunciando «sia i pericoli del radicalismo di destra sia quelli della risorgente quinta colonna comunista che sfrutta le difficoltà del paese». Ma le resistenze del presidente ucraino, osserva Yurii Colombo sul Manifesto, sono durate poco, di fronte alle pressioni dei gruppi neonazisti.

 

‘Stranieri o individui senza cittadinanza’
Chi sono questi «stranieri o individui senza cittadinanza» che combattono a fianco del soldati ucraini nel Donbass? Primi, i miliziani del «Battaglione internazionale Sheikh Mansur», gruppo armato volontario che partecipa al conflitto armato nell’est dell’Ucraina a fianco delle forze di sicurezza ucraine sin dal 2014. Si tratta principalmente di reparti sbandati della guerriglia cecena che, dopo la fine del conflitto nella repubblica caucasica, hanno trovato il modo di continuare la loro crociata anti-russa in una regione adiacente. Il gruppo, di cui vengono denunciate particolari efferatezze, dal 2016 ha iniziato ad accogliere anche foreign fighter dell’Isis «di ritorno» da Siria e Iraq e radicali islamici dalle repubbliche centroasiatiche dell’ex Unione sovietica.

Reduci del Battaglione Azov
Alcune migliaia di fondamentalisti armati nel cuore dell’Europa che ora, grazie al passaporto di un paese associato alla Ue, potranno circolare liberamente nel Vecchio Continente, osserva sempre Colombo. Non solo: la legge garantirà il passaporto ucraino anche a quei 2.500 estremisti di destra europei, molti dei quali ricercati o incriminati nei loro paesi per attività xenofobe che, secondo il settimanale tedesco Spiegel, combattono nelle file del Battaglione Azov, il reparto neofascista ucraino membro della Guardia Nazionale, denunciato dall’Onu come una formazione dedita alle torture sui prigionieri di guerra e alla violenza sessuale sulle donne. Vanno ricordati, per correttezza, anche i neofascisti italiani arruolato sul fronte opposto, nel Donbass.

European Security Academy 
Recentemente, una inchiesta del giornalista Oleksiy Kuzmenko, pubblicata tre settimane fa dal portale d’inchiesta Bellingcat, svelava che una delle più importanti società di addestramento militare con sede nella Unione europea, la European Security Academy (Esa), con sede in Polonia (ma con filiali un po’ in tutto il mondo), istruisce regolarmente al combattimento volontari del battaglione Azov. Secondo la Bbc, l’ESA «è la società per la sicurezza e per l’addestramento militare più importante al mondo al di fuori degli Stati uniti». La Esa, secondo quanto documentato da Kuzmenko con fotografie e documenti ufficiali, ha addestrato dal 2016 non solo membri dell’Azov ma anche militanti di altri gruppi di estrema destra ucraini suprematisti come Nazkorp e Legge e Ordine.

*    *    *    *    *    *

sullo stesso tema,l’articolo del 01 agosto 2018 :                                                                                                                       “Quei neofascisti italiani mercenari in Ucraina”

 

Arresti a Milano, Avellino e Parma, per “reclutamento di mercenari e combattimento in un conflitto armato estero”.
-Coinvolti almeno dieci neofascisti italiani.
-Sui social le foto che provano la presenza del gruppo di estrema destra in Ucraina

I neofascisti italiani con la Russia
I carabinieri del Ros stanno eseguendo arresti a Milano e nelle province di Avellino e Parma nei confronti di sei persone accusate di reclutamento di mercenari e combattimento in un conflitto armato estero. Indagini nell’area neofascista e Skinhead ligure, hanno svelato l’esistenza di una struttura per il reclutamento di mercenari a sostegno le milizie separatiste filorusse nella regione del Dombass, teatro degli scontri armati con le truppe del governo di Kiev. I carabinieri del Ros stanno eseguendo, oltre agli arresti, una serie di perquisizioni nei confronti di altri sette indagati. Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura della Repubblica di Genova.
Sui social le foto che provano la presenza del gruppo di estrema destra nel Dombass,  tra cui la nostra foto di copertina.

Andrea Palmeri, mercenario arruolatore, arrestato

Esibizionismo autodenuncia
Il 26 luglio Andrea Palmeri, trentottenne, capo ultrà della Lucchese e dichiaratamente neofascista, scrive sul suo profilo Facebook, dalla Russia o dintorni: «Alcuni giorni fa, amici mentre scavavano una trincea hanno trovato una gavetta di un nostro ragazzo dell’Armir, Domicolo Nicola, 90º reggimento fanteria Salerno, numero matricola 12097». Memoria dei soldati italiani sul fronte orientale nella Seconda guerra mondiale, ma non soltanto.
Secondo i magistrati, quel messaggio certifica l’attività tuttora in corso d’un gruppo di mercenari italiani impegnati nell’ultimo triennio in Ucraina, loro al fianco delle milizie filorusse. Gruppo nel quale Palmeri è il vertice o comunque uno dei reclutatori. Dieci di loro, originari di varie regioni e simpatizzanti dell’estrema destra o della Lega, sono sotto inchiesta per «arruolamento o armamenti non autorizzati al servizio d’uno stato estero», reato punito dai 4 ai 15 anni. Ora, notizia della mattinata, i primi arresti.

Come per i contractors dall’Iraq
L’accusa è la stessa che fu mossa ai contractor rientrati dall’Iraq nel 2004, dopo il rapimento e la morte di Fabrizio Quattrocchi. Nodo cruciale, la differenza tra il ruolo del mercenario, fuorilegge in Italia per convenzione Onu, e quella del contractor, sulla carta un professionista privato della sicurezza, pagato per i suoi servizi senza la partecipazione attiva ai conflitti (?). Ad accusare i dieci inquisiti attuali (ma forse molti di più), una serie di foto pubblicate in periodi più o meno recenti, che li mostrano armi in pugno tra i militari dello schieramento separatista del Dombass.
A metà aprile l’ambasciata ucraina aveva denunciato la presenza d’una trentina di italiani soldati contro Kiev (gli altri mercenari, quelli tra le sue fila, sono stati ‘nazionalizzati’). L’intervento diplomatico ha evidentemente spinto  fascicolo aperto a Genova. Perché la Liguria? Gli accertamenti delegati ai carabinieri del Ros erano partiti da due giovani tra Forza Nuova, CasaPound e gruppi skinhead, autori di scritte inneggianti al nazismo nello Spezzino. Indagando i loro contatti e le varie ramificazioni di propaganda e militanza, l’Arma si è poi imbattuta in una serie di movimenti neofascisti di arruolamento mercenari.

 

Andrea Palmeri e Irina Osipova

Lega e Fratelli d’Italia                                                                                                                                                        Palmeri, nel Donbass, svelano Tommaso Fregatti e Matteo Indice su La Stampa, «ha creato una onlus insieme a un’italo-russa vicina al Carroccio e in seguito candidata per Fratelli d’Italia a un’elezione municipale».

 Irina Osipova

 

Noi aggiungiamo il nome: Irina Osipova, che nel 2016 fu candidata alle comunali di Roma nella lista di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Oltre Virginia Raggi anche il rischio  Osipova.

 

 

Tra i principali personaggi coinvolti, tre risultano presenti almeno dal 2015 sui campi di battaglia ucraini.

Antonio Cataldo, mercenario arrestato

 

Il primo è l’ex soldato Antonio Cataldo, 34 anni, originario di Nola. Ha avuto esperienze in Libia, dove fu sequestrato e liberato nel 2008, si è addestrato in Russia e ha tenuto corsi a Panama.

 

Gabriele Carugati, figlio di Silvana Marin, dirigente della Lega a Cairate, Varese

 

Nell’elenco dei pubblici ministeri compare quindi Gabriele Carugati, detto “Arcangelo”, ex addetto alla sicurezza di un centro commerciale lombardo, figlio di Silvana Marin, per lungo tempo dirigente della Lega a Cairate, Varese. Il Carugati, su Facebook, conferma di vivere a Donetske e alterna fotografie in mimetica a immagini di raduni a Pontida.

 

 

Tra i sospetti reclutatori sono inoltre inclusi il moldavo Vladimir Verbitchii, che in Emilia e usava il nome di battaglia “Parma”, e una donna d’origine russa, oltre a 4-5 figure minori. Tutti pagati per stare al fronte ritenuti «pericolosi» per la pratica nell’uso delle armi.

 

Social:
error

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *