Roma, scatta lo sgombero del centro Baobab che ospita centinaia di migranti: tensione.

Salvini: “Dalle parole ai fatti”  

La notizia riportata con “eccezionale” tempismo anche da ” Il Primato Nazionale”, rivista sovranista vicina a CasaPound, con evidenziato nel titolo il motto “Dalle parole ai fatti” fatto proprio dal Ministro degli Interni. Certo, gli occupanti del Baobab per fermare i “fatti” minacciati dal ministro si sarebbero potuti appellare alla formula magica usata dai fascisti in via Napoleone III : “fermi tutti o ci sarà un bagno di sangue” ,ma evidentemente la mancanza di feeling tra volontari del Baobab e Questura non impedito l’uso delle ruspe.

Proseguiamo con l’articolo pubblicato da La Repubblica del 13 novembre 2018                                                             di LUCA MONACO E ALESSANDRA ZINITI

Osserva l’assessore alla Cultura del III Municipio, Christian Raimo :“È’ assurdo che una cosa del genere venga fatta con una operazione di polizia,c’è un desiderio di violenza nei confronti dei più poveri che trova un teatro perfetto nello sgombero di questo luogo. Azioni come questa denotano un evidente desiderio di annichilimento dei più poveri, lasciando parte della nuova cittadinanza senza diritti”.

La polizia è arrivata all’alba con i blindati nella struttura, che da giorni ha aperto le porte anche a decine di immigrati regolari, titolari di protezione umanitaria, messi fuori dal circuito degli Sprar. Il tam tam degli attivisti: “Raggiungeteci”. Costa: “Centinaia di persone per strada”

L’ordine di sgombero che era nell’aria da un paio di settimane è arrivato. All’alba di oggi la polizia si è presentata, con i blindati, al Baobab, la struttura in piazzale Maslax nei pressi della stazione Tiburtina che ospita centinaia di immigrati, e ha invitato tutti a lasciare immediatamente l’area. Due bus della polizia stanno portando i migranti all’ufficio immigrazione, visto che per loro non è stata trovata nessuna soluzione alternativa.

“Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti”, il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti”, il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Il presidio è circondato da blindati, hanno chiuso i cancelli e non consentono a nessuno di entrare o uscire dall’area. Raggiungeteci”, l’avviso dato su Facebook e su Twitter intorno alle 7 dagli attivisti all’interno della struttura dove la tensione è molto alta. La polizia ha poi svegliato gli immigrati che dormivano nei capannoni e nelle tende che erano state messe su nelle ultime settimane dopo che il maltempo aveva gravemente danneggiato il centro e, raccolte le loro cose, li sta facendo uscire in strada ad uno ad uno. Circa 60 persone sono state portate in questura.

“Ci sono almeno un centinaio di persone delle quali il Comune non si è ancora fatto carico”, hanno avvertito gli attivisti del Baobab che da giorni hanno aperto le porte del centro anche a decine di immigrati regolari, titolari di protezione umanitaria, che per effetto del decreto sicurezza, sono stati messi per strada dagli Sprar in cui erano ospiti per decisione delle prefetture e sono rimasti senza un tetto. Gli Sprar infatti d’ora in avanti possono ospitare solo rifugiati.

“Dopo lo sgombero di stamattina un centinaio di persone rimarrà per strada. Ci auguriamo che il Comune si attivi per ricollocarli” dice Andrea Costa, coordinatore di Baobab Experience. “E’ il 22esimo sgombero di questo campo, ma temo che questa volta sia la chiusura definitiva” aggiunge Costa.
“Le questioni sociali, a Roma, si risolvono così: polizia e ruspa. Il Campidoglio a 5 stelle non è diverso né dai precedenti, né dalla Lega. Una vergogna infinita per questa città” sottolinea Baobab Experience in un tweet.

Sul posto la consigliera del II Giovanna Maria Seddaiu e il consigliere comunale di Sinistra per Roma, Stefano Fassina. “Ci auguriamo che venga completato il ricollocamento di tutte le persone presenti al presidio – dicono – riteniamo comunque che la fine di questa esperienza sia un fanno per tutta la città, non essendosi dimostrata  Roma Capitale in grado di accogliere i migranti in maniera degna è strutturale”.

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