Steven Bissuel accusato d’ incitamento all’odio razziale

riprendiamo dal sito Lyon Mag.com del 19.02.19 l’articolo seguente                                                                                                    

Il presidente di Bastion Social di Lione presto in prigione per incitamento all’odio razziale?

Steven Bissuel di Bastion Social (a sx) con Gabriele Adinolfi ( a dx) ex Terza Posizione e ispiratore di CasaPound

 

Sul poster pubblicato negli account Twitter e Facebook del GUD Lyon , abbiamo potuto vedere l’etichetta delle bottiglie Oasis in corrette con la scritta “Shoasis”,con raffigurate  ananas con stelle gialle e pigiami a righe che ricordano le divise dei prigionieri del campo, e l’iscrizione del portale del famoso campo di concentramento “Arbeit macht frei” con scritto “Contenuto garantito: 6 milioni di zyklon B” e l’augurio “Buon compleanno ad Auschwitz ”

 

 

 

 

Steven Bissuel ( secondo da sx.) con gli amici romani di CasaPound

L’ex capo del Gud, ora Bastion Social, Steven Bissuel, è stato incriminato pochi giorni dopo per “incitamento all’odio razziale” e “apologia per crimini contro l’umanità”. Durante la perquisizione a casa di  Bissuel, sono stati rinvenuti dagli investigatori un bastone elettrico, un taser, due manganelli, una bomba lacrimogena e una replica di pistola e per finire cartoline di Adolf Hitler .

 

Nell’agosto 2018, Steven Bissuel era stato condannato al pagamento di 20.000 euro di ammenda e al risarcimento di 3.000 euro alla Licra ( Ligue Internationale Contre le Racisme et l’Antisémitisme ).                         Il pubblico ministero aveva poi richiesto sei mesi di reclusione e la confisca dei beni sequestrati,pene respinte dal capo di Bastion Social che è ricorso in appello.

La scorsa settimana, il caso è tornato nelle aule del tribunale, questa volta alla Corte d’Appello di Lione.             Il Procuratore generale ha richiesto dieci mesi di prigione, una multa di 2.000 euro, la successiva pubblicazione della pena che verrà comminata,il divieto ad esercitare alcune professioni e infine una limitazione alla eleggibilità.

Le decisioni della Corte saranno rese note il 28 marzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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