Washington,20 gennaio 2021 : rischio infiltrati tra i militari ?

L’Osservatorio : ci viene segnalato questo articolo comparso sul quotidiano “Sicurezza Internazionale” il giorno 18.01.2021 a firma Maria Grazia Rutigliano del quale pubblichiamo alcuni . Come ricorderete l’Osservatorio aveva già approfondito i temi dell’infiltrazione di nazisti e in genere di gruppi legati alla destra estrema razzista nelle forze di polizia e nelle strutture militari. In Germania,lo scorso agosto il Ministero della Difesa si è visto costretto a sciogliere parte del Commando Centrale Antiterrorismo perché totalmente infiltrato da nazisti; Idem per alcune decine di poliziotti costretti a dimettersi perché attivi in chat dai contenuti razzisti e violenti. Le autorità del Regno Unito e Francia sono in allarme per analoghi segnali,mentre tutto tace in Italia,dove i precedenti golpisti di settori delle FF.AA. e la malcelata adesione agli ideali di destra di alcuni corpi d’élite meriterebbe una maggiore attenzione. Ora gli Stati Uniti salgono alla ribalta per la partecipazione di militari e poliziotti all’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio, e il problema diventano i 25.000 membri della Guardia Nazionale dispiegati a Washington per garantire l’insediamento del Presidente Democratico sui quali l’FBI sta preventivamente indagando.

USA: la questione dei militari infiltrati al Campidoglio

Il 16 gennaio, l’agenzia di stampa Associated Press (AP) ha rivelato i risultati dell’analisi di documenti pubblici, post sui social media e video relativi ai fatti del 6 gennaio a Capitol Hill. Questa mostra che almeno 22 membri attuali o ex membri delle forze armate o delle forze dell’ordine statunitensi sono stati identificati tra la folla o in prossimità della rivolta del Campidoglio. L’agenzia ha quindi sottolineato che alcuni degli individui che hanno preso d’assalto la sede del Congresso degli USA sembravano seguire tattiche militari, indossare giubbotti antiproiettile e utilizzare apparecchiature tecnologiche simili a quelle della stessa polizia.

“File Ranger”

In particolare, quando i sostenitori del presidente Donald Trump si sono radunati fuori dal Campidoglio, il 6 gennaio, e hanno cantato l’inno nazionale, una fila di uomini che indossavano elmetti color verde oliva e giubbotti antiproiettile sono passato su per le scale di marmo in fila indiana, ciascuno aggrappandosi alla giacca della persona di fronte. Tale formazione, nota come “File Ranger”, è la procedura operativa standard per una squadra di combattimento che si sta preparando a fare irruzione in un edificio. AP sottolinea che la formazione è immediatamente riconoscibile per qualsiasi soldato o marine statunitense che ha prestato servizio in Iraq o Afghanistan.

 

Si è trattato di un segnale preoccupante che indicava che tra folla che ha preso d’assalto la sede del Congresso c’erano individui che hanno ricevuto un addestramento militare o che erano stati addestrati da qualcuno che lo aveva ricevuto.

A tale proposito, è necessario sottolineare che una delle 5 vittime del 6 gennaio era una veterana dell’Aeronautica di San Diego, colpita e uccisa da un ufficiale di polizia del Campidoglio mentre la donna cercava di entrare nell’edificio da una finestra rotta. Un altro caso che ha sollevato preoccupazioni è quello del Navy SEAL in pensione, che faceva parte di una delle forze speciali statunitensi, che il 6 gennaio aveva pubblicato un video su Facebook del suo viaggio dall’Ohio al raduno al Campidoglio, scrivendo post a sostegno dell’irruzione nell’edificio.

Inoltre, due agenti di polizia di una piccola cittadina della Virginia sono stati arrestati dall’FBI dopo che avevano pubblicato un selfie di se stessi all’interno del Campidoglio. Un altro caso sotto esame è quello di un capitano dell’Unità Operazioni di Guerra Psicologica (PSYOP) dell’esercito statunitense, in servizio attivo, che avrebbe organizzato tre autobus carichi di persone dirette a Washington per il raduno.

L’Osservatorio : sulla scorta di queste prime informazioni,il Pentagono pur “oscurando” il numero totale di militari in servizio attivo attualmente sotto inchiesta per l’assalto a Capito Hill, non nasconde preoccupazioni per il 20 gennaio,data dell’insediamento del nuovo presidente Joe Biden.

Di conseguenza, a partire dal 17 gennaio, si è diffusa la notizia che le forze dell’ordine statunitensi stanno esaminando tutti i 25.000 ufficiali della Guardia Nazionale schierati al Campidoglio in occasione del 20 gennaio, temendo possibili infiltrazioni. “In coordinamento con i servizi segreti e l’FBI, stanno esaminando tutto il personale in arrivo”, ha dichiarato il 17 gennaio a CBS News il generale Daniel Hokanson, a capo dell’Ufficio della Guardia Nazionale. I commenti del generale a quattro stelle arrivano mentre la capitale Washington, DC, rimane sottoposta ad un regime di sicurezza senza precedenti, a seguito dell’assalto al Campidoglio da parte dei sostenitori del presidente uscente Donald Trump.

“… il popolo non vuole vedere la vittoria elettorale rubata … ” ” …vi sentiamo ( e vi amiamo) dall’Ufficio Ovale..”

La folla voleva impedire al Congresso di certificare l’elezione di Biden, a seguito delle ripetute affermazioni di Trump secondo cui le elezioni del 3 novembre sarebbero state vinte dal presidente eletto tramite diffusi brogli elettorali. Non sono state fornite prove a tale riguardo e i tribunali competenti non hanno accolto i ricorsi.

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